Donald Trump ha annunciato un accordo con Vladimir Putin per immettere diesel russo nei mercati statunitensi e internazionali. Nelle stesse ore il Tesoro americano ha emesso la licenza generale 135, che autorizza temporaneamente operazioni sul carburante di origine russa.
Secondo Trump, la prima fornitura supera le 300 mila tonnellate, equivalenti a circa 2,25 milioni di barili. Il presidente ha inoltre indicato 500 mila tonnellate a novembre e un ulteriore milione in una fase successiva.
La licenza dell'Office of Foreign Assets Control copre vendita, consegna, scarico e importazione di diesel russo. Reuters riferisce che la finestra autorizzata resta aperta fino al 7 aprile.
La decisione attenua una parte delle restrizioni adottate contro il settore energetico russo per ridurre le entrate di Mosca durante la guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e alcuni parlamentari statunitensi hanno criticato l'accordo.
L'impatto sui prezzi non è automatico. Gli Stati Uniti esportano normalmente circa 1,5 milioni di barili di diesel al giorno e analisti citati da Reuters considerano i volumi iniziali insufficienti per una riduzione duratura delle quotazioni.
La notizia riguarda una deroga delimitata, non la cancellazione generale delle sanzioni alla Russia. Per valutarne gli effetti serviranno consegne effettive, capacità delle raffinerie russe e andamento del mercato globale dei carburanti.
