Una nuova scossa di magnitudo locale 3,4 è stata registrata nel Tirreno meridionale alle 02:10:41 italiane di venerdì 23 ottobre. Il dato compare nel catalogo in tempo reale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e riguarda un evento con epicentro in mare. Al momento dell'aggiornamento non risultano segnalazioni ufficiali di danni o conseguenze per la popolazione.
L'evento si aggiunge alla sequenza rilevata nella stessa area nei giorni precedenti. Il 22 ottobre l'INGV aveva classificato più scosse nel Tirreno meridionale, fra cui un evento ML 3,7 alle 05:37 e altri di magnitudo 3,1, 2,8, 2,4 e 2,2.
Nella notte fra il 20 e il 21 erano già comparsi eventi ML 3,8 e 3,6 insieme a scosse minori.
Parlare di sequenza descrive una concentrazione di terremoti nello spazio e nel tempo, ma non consente di prevedere se ne seguiranno altri né con quale magnitudo.
La maggior parte delle serie sismiche evolve con eventi piccoli e si esaurisce; in alcuni casi la distribuzione cambia. Solo il monitoraggio strumentale permette di aggiornare localizzazione, profondità e magnitudo man mano che arrivano nuovi dati.
La sigla ML indica la magnitudo locale, calcolata dalle registrazioni delle stazioni sismiche. Non coincide con l'intensità avvertita in un singolo comune, che dipende anche da distanza, profondità, caratteristiche del terreno e tipologia degli edifici. Un evento in mare di magnitudo 3,4 può essere percepito debolmente lungo alcune coste e non essere avvertito altrove.
Una scossa di questa entità non genera automaticamente un'allerta tsunami. I maremoti distruttivi richiedono in genere eventi molto più forti e spostamenti significativi del fondale. In assenza di un messaggio del sistema nazionale di allertamento, non è corretto dedurre un rischio tsunami dalla sola presenza dell'epicentro in mare o da post non accompagnati da dati ufficiali.
Il catalogo INGV è aggiornato in tempo reale e i parametri preliminari possono essere affinati dopo l'analisi dei sismologi. Per questo orario, magnitudo e coordinate riportati immediatamente dopo l'evento vanno sempre letti insieme alla scheda ufficiale più recente. Le comunicazioni di Comuni e Protezione Civile diventano rilevanti se vengono segnalati effetti locali o vengono attivate verifiche.
Per chi ha avvertito la scossa, le indicazioni ordinarie restano quelle di non affidarsi a previsioni non scientifiche, controllare eventuali danni visibili senza entrare in strutture lesionate e usare i numeri di emergenza soltanto in caso di reale necessità.
Il nuovo evento conferma l'attività della zona in queste ore, ma non autorizza a trasformare la sequenza in un allarme più ampio di quanto mostrino i dati.
La pagina viene aggiornata mantenendo lo stesso indirizzo proprio perché il nuovo evento appartiene allo stesso quadro informativo dei giorni precedenti. Questo consente di distinguere l'evoluzione della sequenza da una nuova emergenza autonoma.
Se l'INGV rivedesse i parametri, la scheda del catalogo avrebbe priorità sui valori qui riportati. In assenza di danni, le verifiche ordinarie e la preparazione personale restano più utili della diffusione di allarmi o presunte previsioni.
