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Sudan, droni sui civili: tre bambini uccisi a Khartoum, decine nel Kordofan

Le attribuzioni dei due episodi provengono da un gruppo di avvocati che monitora la guerra e non sono state verificate in modo indipendente. L’ONU denuncia l’aumento degli attacchi.

20 ottobre 2026 alle ore 05:37 · Khartoum · 4 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di soccorritori tra edifici danneggiati in Sudan, senza vittime visibili.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
3 bambiniuccisi a Khartoum
2, 4 e 6 annietà riferite
33,7 milionipersone bisognose di aiuti

Tre bambini di due, quattro e sei anni sono morti in un attacco con drone nel quartiere Imtidad Nasser, a est dell’aeroporto di Khartoum. Emergency Lawyers, gruppo sudanese che documenta la violenza contro i civili, ha attribuito l’episodio alle Rapid Support Forces. Le RSF non hanno commentato immediatamente e l’attribuzione non è stata verificata in modo indipendente.

Un residente ha riferito all’Associated Press di avere visto un drone dirigersi verso l’aeroporto mentre la contraerea apriva il fuoco, seguito da un’esplosione. Il racconto aiuta a ricostruire la sequenza, ma non basta da solo a stabilire se il velivolo abbia colpito deliberatamente l’abitazione, sia precipitato o sia stato deviato.

Nello stesso fine settimana, Emergency Lawyers ha accusato l’esercito sudanese di attacchi con droni nel Kordofan occidentale. Un mercato ad al-Muglad sarebbe stato bombardato sabato e l’area di Al-Dabab domenica, con decine di civili uccisi, tra cui donne e bambini. Anche questi bilanci richiedono conferme indipendenti.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari ha espresso allarme per la prosecuzione di raid mortali con droni in diverse aree del Sudan. L’ONU sottolinea che gli attacchi uccidono civili, compresi minori, e interrompono servizi e operazioni di assistenza già sottoposti a forti limitazioni.

La guerra tra esercito e RSF è iniziata nell’aprile 2023 dopo mesi di tensioni. Si è estesa da Khartoum a vaste regioni del Paese. Il monitor ACLED registra almeno 59 mila morti legati al conflitto, mentre le organizzazioni umanitarie ritengono che il bilancio reale possa essere superiore.

Circa 13 milioni di persone sono state sfollate, secondo dati delle Nazioni Unite. Nel 2026, 33,7 milioni di persone, tra cui 17,3 milioni di bambini, hanno bisogno urgente di aiuti. Si stimano inoltre 825 mila minori con malnutrizione acuta grave, in un quadro aggravato da insicurezza e ostacoli all’accesso.

Il diritto umanitario impone alle parti di distinguere tra obiettivi militari e civili, adottare precauzioni e non condurre attacchi sproporzionati. Stabilire una violazione richiede informazioni su bersaglio, arma, traiettoria, vantaggio militare previsto e misure prese per ridurre i danni. Le indagini devono essere indipendenti.

Non vi sono indicazioni operative specifiche per l’Italia legate ai singoli raid, ma la situazione in Sudan resta estremamente pericolosa.

La crescente disponibilità di droni amplia la portata degli attacchi e rende più difficile per i civili individuare zone sicure. Anche velivoli intercettati possono causare danni quando cadono in quartieri abitati. Ciò non elimina l’obbligo di valutare il bersaglio e scegliere mezzi che riducano il rischio per la popolazione.

L’accesso degli osservatori è limitato e le comunicazioni vengono spesso interrotte. Per questo i primi bilanci possono contenere errori o duplicazioni. Un aggiornamento affidabile dovrebbe confrontare registri ospedalieri, testimonianze, immagini verificate e dati delle organizzazioni umanitarie, indicando sempre chi attribuisce l’attacco a quale parte.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 20 ottobre 2026 alle ore 05:37.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.