Il Dipartimento degli Affari interni del Sudafrica ha ritirato il 9 ottobre la direttiva che consentiva di ricevere nuove domande di asilo in attuazione di una sentenza della Corte costituzionale. La decisione arriva dopo le violenze registrate durante proteste anti-migranti a Johannesburg e Durban.
La direttiva era stata emanata il 28 settembre per tradurre in pratica la sentenza del 7 luglio nel caso Scalabrini of Cape Town. La Corte aveva stabilito che l'ingresso irregolare non può, da solo, impedire a una persona di accedere alla procedura d'asilo.
Il governo precisa che il provvedimento non concedeva automaticamente lo status di rifugiato, la residenza permanente o altri diritti alle persone prive di documenti. Il Dipartimento attribuisce parte delle tensioni a informazioni false diffuse sul significato della sentenza.
Secondo la nota ufficiale, gli uffici di accoglienza per i rifugiati sono stati sopraffatti in pochi giorni, gli operatori sono stati esposti a rischi e sono emerse minacce per l'ordine pubblico. L'amministrazione avvierà ora un nuovo processo operativo per rispettare la decisione della Corte in modo sostenibile.
Reuters ha documentato l'incendio di 14 veicoli a Durban e di altri dieci a Soweto, oltre a saccheggi ai danni di negozi di proprietà straniera. La polizia ha riferito il 9 ottobre che la situazione si era stabilizzata in entrambe le aree.
Il ritiro della direttiva non annulla la sentenza costituzionale. Il passaggio successivo sarà quindi definire una procedura capace di garantire l'accesso al sistema d'asilo senza riprodurre il sovraccarico che ha bloccato gli uffici.
