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Spagna, il Congresso boccia i decreti casa: Sánchez valuta il voto anticipato

Il 2 ottobre i due decreti sono caduti con 178 e 184 no. Il 3 ottobre piazze piene a Madrid e in altre città; tra le date circolate c’è il 29 novembre.

4 ottobre 2026 · Madrid · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di Pedro Sánchez al podio con bandiere spagnole: scena non documentaria del dibattito al Congreso.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
178 noprimo decreto
184 nosecondo decreto
29 novdata circolata

Il Congresso dei Deputati spagnolo ha respinto il 2 ottobre i due decreti del governo Sánchez sull’emergenza abitativa. Il primo testo è caduto con 172 sì e 178 no; il secondo con 166 sì e 184 no.

Decisivi i voti contrari del Partido Popular, di Vox e di Junts. Le misure prevedevano tutele contro gli sfratti per gli inquilini vulnerabili, rinnovo automatico di contratti e limiti agli affitti turistici e agli acquisti da fondi speculativi.

Il 3 ottobre decine di migliaia di persone hanno manifestato a Madrid, Valencia, Zaragoza e in altre città. Il Sindicato de Inquilinas ha guidato la mobilitazione nata dopo lo sfratto di Maricarmen, pensionata di 87 anni a Madrid.

Sánchez ha riunito i collaboratori alla Moncloa e sta valutando se convocare elezioni anticipate o riaprire i negoziati. Tra le date circolate c’è il 29 novembre; la decisione ufficiale è attesa all’inizio della settimana.

Secondo ANSA, El Español, Corriere e Sole 24 Ore la maggioranza di governo appare fragile e le opposizioni spingono per il voto anticipato.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 4 ottobre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.