Quattro regioni attive con macchie erano visibili sulla superficie del Sole il 7 ottobre 2026. Il bollettino quotidiano Sorvegliati Spaziali dell'Istituto nazionale di astrofisica classifica come moderato il livello dell'attività solare.
Nella giornata del 6 ottobre gli strumenti hanno rilevato un brillamento di classe B, tredici di classe C e due di classe M. Fino alle 8:30 CEST del 7 ottobre erano stati registrati altri due brillamenti di classe C.
La scala dei brillamenti procede dalle classi più deboli A e B verso C, M e X. Il passaggio alla classe M segnala eventi più energetici delle comuni emissioni di classe C, ma il bollettino non riporta per la mattina del 7 ottobre effetti geomagnetici sulla Terra.
Il campo geomagnetico risultava infatti non perturbato entro l'orario di osservazione. Il dato descrive la situazione misurata nella prima parte della giornata e non costituisce una previsione valida per tutte le ore successive.
INAF segnala inoltre attività magnetica localizzata sul lembo orientale del Sole, sia nell'emisfero nord sia in quello sud. Le mappe della parte non visibile dalla Terra indicano altre quattro regioni attive intense, che potranno ruotare verso il lato osservabile nei giorni successivi.
Nell'emisfero sud, a est del meridiano centrale, è presente un buco coronale in grado di produrre flussi di vento solare veloce. La presenza della struttura non implica automaticamente una tempesta geomagnetica: direzione, velocità e interazione del flusso con il campo magnetico terrestre determinano l'eventuale risposta.
Il monitoraggio resta utile per satelliti, comunicazioni radio e reti tecnologiche esposte agli eventi di meteorologia spaziale. Il quadro delle 8:30 è però quello di un Sole moderatamente attivo e di un ambiente geomagnetico terrestre ancora quieto.
