Sinopec, il più grande gruppo di raffinazione al mondo per capacità, ha intensificato gli acquisti di petrolio russo dell’Estremo Oriente per sostituire parte delle forniture perse dal Medio Oriente. Secondo operatori e dati di tracciamento citati da Reuters, il gruppo avrebbe acquistato fra 30 e 40 carichi di greggio ESPO destinati alle consegne tra luglio e settembre, equivalenti a circa 241.000-320.000 barili al giorno.
Il greggio ESPO arriva dalla costa pacifica russa con tempi di trasporto più brevi rispetto ai carichi provenienti da Brasile o Africa occidentale. In una fase segnata da minori volumi sauditi, tensioni nello Stretto di Hormuz e costi assicurativi elevati, la vicinanza geografica rende questa qualità più competitiva per le raffinerie cinesi.
La scelta di Sinopec mostra quanto rapidamente la crisi mediorientale stia modificando i flussi del petrolio. Una quota maggiore di greggio russo diretta verso la Cina può ridurre la disponibilità per altri compratori asiatici, sostenere i prezzi regionali e rafforzare il legame energetico tra Pechino e Mosca.
Gli acquisti non indicano necessariamente una svolta permanente. Molto dipenderà dalla durata delle interruzioni mediorientali, dall’evoluzione delle sanzioni e dalla riapertura stabile delle rotte del Golfo. Nel breve periodo, però, Sinopec sta privilegiando sicurezza, costo e continuità operativa.