Dal palco di Pontida, domenica 20 settembre, Matteo Salvini ha indicato Silvia Sardone come candidata della Lega a sindaco di Milano per le comunali del 2027. «Questo sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone», ha detto, da milanese, chiedendo una guida che «conosce la città casa per casa».
L’eurodeputata, vicesegretaria federale del Carroccio, ha raccolto l’investitura e si è detta pronta anche a primarie di coalizione. Ha ringraziato Salvini e ha legato la corsa a sicurezza, degrado e periferie.
La scelta vale per la Lega, non ancora per l’intero centrodestra. Forza Italia ha già indicato Matteo Perego di Cremnago. Resta in campo anche Maurizio Lupi. Salvini ha detto che il nome più forte si sceglierà al tavolo con gli alleati.
Sardone è nata a Milano il 25 dicembre 1982, si è laureata in Giurisprudenza in Bocconi e ha un dottorato in relazioni di lavoro. È consigliera comunale. Ai gazebo della Lega era tra i nomi più votati insieme a Salvini, che ha escluso di candidarsi perché resta ministro.
L’obiettivo dichiarato è Palazzo Marino, dopo il mandato di Giuliano Pisapia e i due di Beppe Sala. Salvini ha aggiunto che «dopo 15 anni bisogna liberare i milanesi dalle sinistre». Il capoluogo è guidato dal centrosinistra dal 2011.
Nelle comunali italiane ogni partito può presentare un proprio nome. La coalizione decide poi se correre unita, con un solo candidato o con primarie. Senza un accordo il centrodestra rischia più simboli sullo stesso ballottaggio.
Il calendario delle primarie e il nome unitario non sono stati fissati. Le comunali milanesi sono previste nel 2027. Fino ad allora restano tre proposte interne alla coalizione, non un candidato condiviso.
Al Parlamento europeo siede nel gruppo Patrioti per l’Europa. Nel 2024 è stata rieletta nel collegio Nord Ovest, dopo il primo mandato del 2019. Il voto dei milanesi arriverà solo tra mesi, quando la coalizione avrà o non avrà un nome unico.
