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Schlein propone a Meloni 14 miliardi per clima ed energia. Conte: non ci sono le condizioni

La segretaria Pd indica lo 0,6% di Pil in deroga ai vincoli di bilancio entro il 2028. Da Oslo la premier dice che approfondirà senza pregiudizi. M5s e Avs chiudono.

18 settembre 2026 · Roma / Oslo · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Scena editoriale contestuale generata con IA: Elly Schlein riconoscibile all’aperto a Roma; somiglianza sintetica, non una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
14 mldspazio fiscale indicato dal Pd
0,6%del Pil in tre anni, stima Pd
2028scadenza indicata per l’impiego

Elly Schlein ha scritto a Giorgia Meloni proponendo di usare circa 14 miliardi di euro per clima ed energia entro il 2028. La lettera è stata pubblicata su Repubblica il 17 settembre. Da Oslo la premier ha detto che intende approfondirla «senza pregiudizi».

I 14 miliardi non sono un nuovo trasferimento da Bruxelles. Schlein cita la possibilità, prevista dalla Commissione europea, di usare fino allo 0,6% del Pil in tre anni in deroga ai vincoli di bilancio per la transizione energetica. È spazio fiscale nazionale, non un fondo già assegnato.

Il Pd indica cinque voci: 2 miliardi per raddoppiare il Conto Termico, 3 miliardi in più sul Piano casa per gli alloggi Erp, 4 miliardi per le imprese, 3 miliardi per metropolitane e bus elettrici, 2 miliardi per reti e accumuli. Open riporta lo stesso elenco.

La lettera chiede anche di rivedere la tassazione sull’elettricità, oggi più alta di quella sul gas. Schlein la definisce in contrasto con le indicazioni della Commissione. Non è un disegno di legge: è una proposta politica al governo.

Meloni, dopo il bilaterale con Støre, ha detto di non avere ancora approfondito il testo. «Se ci saranno delle proposte utili le prenderò in considerazione». Ha letto un «implicito riconoscimento» del Piano casa, che il Pd aveva contestato.

Giuseppe Conte ha chiuso su Dritto e Rovescio. «Oggi non ci sono le condizioni per lavorare insieme» con chi, ha detto, vuole le trivellazioni. Ha aggiunto che Meloni «è meglio che vada a casa». ANSA riporta le frasi.

Angelo Bonelli, per Avs, ha detto all’Adnkronos di non condividere «questa mano tesa». Distingue il merito delle proposte, che giudica condivisibili, dalla richiesta di collaborare con il governo.

Meloni non ha accettato il piano da 14 miliardi né aperto un tavolo. Il fatto politico è lo strappo nel campo largo: Pd chiede un’intesa settoriale, M5s e Avs la respingono. I prossimi passi dipendono da un eventuale esame formale a Palazzo Chigi.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 18 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.