Elly Schlein, alla direzione nazionale del Pd del 2 ottobre 2026, ha attaccato frontalmente il governo Meloni: «Prendete atto che avete fallito e andate a casa. Prima si vota e meglio è per l’Italia». La relazione della segretaria è stata approvata all’unanimità, con l’astensione della minoranza riformista che non ha partecipato al voto.
Schlein ha rivolto un messaggio anche a Giuseppe Conte e al Movimento 5 Stelle: l’alleanza progressista sarà inclusiva, ma «non è che uno vale uno». Ha rivendicato che il Pd è il primo partito della coalizione e ha i numeri più alti del campo.
Alla premier, che le aveva chiesto di indicare «una cosa vera», la segretaria ha risposto elencando dieci criticità su inflazione, salari, pressione fiscale, industria ed energia. Ha anche contestato la fiducia sulla legge elettorale e il ruolo di chi, in Aula, monitorava i voti dei franchi tiratori.
Giorgia Meloni ha replicato sui social: «Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani», aggiungendo che le dieci contestazioni sono «falsità».
Conte ha ribadito che nel campo progressista le primarie restano lo strumento per scegliere la leadership e che non spetta a Meloni decidere chi guida l’opposizione. Il botta e risposta accelera il confronto sul programma comune e sulle regole di alleanza in vista di un possibile voto anticipato.
Sul piano istituzionale resta aperto il passaggio finale della legge elettorale alla Camera, previsto nella prima settimana di ottobre. Schlein ha collegato l’urgenza del voto alla valutazione politica sul bilancio di quattro anni di governo, senza anticipare date che non dipendono dal solo Pd.
