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Ucraina, Bruxelles: «Ottimi progressi» sull'erogazione del prestito da 90 miliardi

La Commissione europea rivendica il ritmo dei versamenti a Kiev, ma non scioglie i dubbi su cosa accadrà dopo il 2027, quando il piano coprirà solo due terzi del fabbisogno bellico e di bilancio ucraino.

1 settembre 2026 · aggiornato alle 14:00 · Europa / Ucraina · 3 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Illustrazione editoriale IA della sala briefing della Commissione europea a Bruxelles, vuota, con bandiere UE sullo sfondo
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
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Il punto in tre dati
90 mld €il prestito complessivo 2026-2027 per l'Ucraina
2/3la quota del fabbisogno ucraino coperta dal piano
210 mld €i beni russi congelati usati come garanzia

La Commissione europea ha dichiarato oggi di aver fatto "ottimi progressi" nell'erogazione dei fondi del piano da 90 miliardi di euro destinato all'Ucraina, rispondendo a una domanda sulla possibilità che la cifra non sia sufficiente a coprire il fabbisogno di Kiev fino alla fine del 2027. Lo ha detto la portavoce della Commissione, Paula Pinho, durante il briefing quotidiano con la stampa a Bruxelles.

Pinho ha spiegato che l'esecutivo comunitario riconosce pienamente le "enormi necessità" dell'Ucraina e la situazione sul terreno, ma che per il momento l'attenzione resta concentrata sull'attuazione di quello che ha definito un piano di erogazione già "molto ambizioso". La dichiarazione arriva mentre proseguono i versamenti delle prime tranche del prestito, approvato nei mesi scorsi dopo un negoziato complesso tra gli Stati membri.

Il piano, noto come Ukraine Support Loan, prevede l'erogazione di 90 miliardi di euro complessivi tra il 2026 e il 2027, con l'obiettivo dichiarato di coprire circa due terzi del fabbisogno di bilancio e difesa dell'Ucraina nel periodo. I fondi vengono raccolti dall'Unione sui mercati finanziari, garantiti dal bilancio comunitario, ed erogati a Kiev sotto forma di prestiti a tasso zero: circa 45 miliardi nel 2026 e altrettanti nel 2027.

Una parte consistente delle risorse, secondo quanto comunicato da Bruxelles, è destinata al sostegno militare, mentre la restante quota finanzia direttamente il bilancio statale ucraino, permettendo al governo di Kiev di continuare a pagare stipendi pubblici, pensioni e servizi essenziali in un contesto di guerra che ha eroso drasticamente le entrate fiscali del paese.

L'elemento più delicato del meccanismo riguarda la restituzione del capitale, che secondo l'impostazione concordata non dovrebbe gravare direttamente sull'Ucraina: il rimborso è legato alle future riparazioni di guerra che la Russia dovrebbe versare, e la garanzia di fondo è rappresentata da circa 210 miliardi di euro di beni della banca centrale russa congelati nell'Unione europea dall'inizio dell'invasione su vasta scala nel 2022.

Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca non partecipano direttamente al finanziamento del piano, pur non avendone bloccato l'approvazione complessiva: una posizione che riflette le divisioni politiche interne all'Unione sul sostegno a Kiev, particolarmente marcate a Budapest, dove il governo ha ripetutamente criticato l'entità degli aiuti europei all'Ucraina.

L'uso dei beni russi congelati come garanzia, anziché la loro confisca diretta, è stata la soluzione scelta da Bruxelles per aggirare le obiezioni legali e finanziarie sollevate da diversi Stati membri e dalla Banca centrale europea, preoccupati per le conseguenze di un sequestro definitivo sulla fiducia nei mercati finanziari europei e sullo status dell'euro come valuta di riserva.

Il chiarimento di oggi da parte della Commissione lascia comunque aperta la questione del dopo 2027: se la guerra dovesse proseguire oltre quella data, l'Unione europea dovrà negoziare un nuovo pacchetto di sostegno, in un contesto in cui la disponibilità di alcuni Stati membri a impegnare ulteriori risorse resta incerta.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 1 settembre 2026, ore 14:00 italiane.