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Legge elettorale: premio al 42%, il testo torna alla Camera

Il Senato ha modificato la riforma e l’ha approvata con 113 voti favorevoli. Per diventare legge serve ora un nuovo via libera di Montecitorio.

19 settembre 2026 · Roma · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Scena editoriale contestuale generata con IA: documenti parlamentari nell’aula italiana durante l’iter della legge elettorale; non è una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
42%soglia prevista per il premio
70+35seggi aggiuntivi a Camera e Senato
113-71esito del voto a Palazzo Madama

La riforma della legge elettorale torna alla Camera dopo l’approvazione con modifiche da parte del Senato. Palazzo Madama ha votato il testo con 113 sì e 71 no. Il provvedimento non è ancora legge: Montecitorio deve approvare la stessa versione senza ulteriori cambiamenti.

Il nuovo sistema elimina i collegi uninominali e imposta l’elezione su base proporzionale. La lista o coalizione che raggiunge almeno il 42 per cento dei voti ottiene un premio di governabilità: 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro i limiti massimi previsti.

Il tetto indicato è di 220 deputati e 113 senatori per la forza o coalizione beneficiaria. Se nessuno raggiunge la soglia, il premio non scatta e i seggi vengono distribuiti proporzionalmente. Il meccanismo cerca quindi di conciliare rappresentanza e possibilità di una maggioranza parlamentare stabile.

Tra le modifiche introdotte al Senato figura il sistema delle preferenze. Le coalizioni devono inoltre indicare prima del voto il candidato alla Presidenza del Consiglio. Questa indicazione ha valore politico, mentre la nomina del presidente del Consiglio resta costituzionalmente affidata al Presidente della Repubblica.

Il passaggio alla Camera è necessario perché ogni modifica approvata da un ramo del Parlamento deve essere accettata dall’altro nello stesso testo. Se Montecitorio introducesse nuove correzioni, il provvedimento tornerebbe ancora al Senato. Soltanto l’approvazione identica conclude l’iter parlamentare.

La maggioranza presenta il premio come strumento di stabilità. Le opposizioni contestano soglia, tempi e possibile vantaggio per le coalizioni più forti. Queste valutazioni restano posizioni politiche distinte dai dati normativi: la verifica decisiva riguarda il testo approvato e gli atti parlamentari.

Per gli elettori non cambia ancora nulla. Fino all’approvazione definitiva, alla promulgazione e all’entrata in vigore resta applicabile la legge esistente. I prossimi passaggi da seguire sono la calendarizzazione alla Camera, eventuali emendamenti e il voto finale sul testo trasmesso dal Senato.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 19 settembre 2026.
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