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Ricerca italiana, spesa a 31 miliardi: crescono le università

Nel 2024 la spesa aumenta del 5,6%. Le università segnano +13,4%, mentre le piccole imprese arretrano del 13,7%.

24 settembre 2026 · Roma · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Laboratorio universitario italiano con ricercatori e officina di piccola impresa sullo sfondo; illustrazione editoriale IA.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
31 mld €spesa 2024
+13,4%università
−13,7%piccole imprese

La spesa italiana per ricerca e sviluppo ha raggiunto circa 31 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente. I dati pubblicati dall’Istat il 24 settembre mostrano però andamenti molto diversi tra università e sistema produttivo.

Il comparto universitario registra la crescita più marcata, pari al 13,4%. L’aumento indica un rafforzamento della componente accademica della ricerca, ma non elimina la distanza tra soggetti per dimensione, capacità di investimento e accesso a personale qualificato.

Tra le piccole imprese la spesa diminuisce invece del 13,7%. Il dato riguarda una fascia particolarmente sensibile ai costi finanziari e organizzativi dei progetti di ricerca e segnala che la crescita complessiva non è distribuita in modo uniforme.

Le stime preliminari per il 2025 indicano una flessione della spesa delle imprese. Trattandosi di una previsione iniziale, il valore potrà essere rivisto quando saranno disponibili i consuntivi e non descrive automaticamente l’andamento di università e istituzioni pubbliche.

Il totale nazionale comprende attività svolte da imprese, università, enti pubblici e settore non profit. Per interpretarlo occorre distinguere l’aumento monetario dalla crescita reale, perché prezzi, costi del personale e strumenti incidono sulla variazione nominale.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 24 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.