Economia

Qatar-Libano, piano per due centrali da 825 MW e gas per vent’anni

La proposta esaminata da Reuters prevede impianti a Deir Ammar e Zahrani, fornitura di GNL e capitali privati. Non è un accordo firmato e restano da definire costi e garanzie.

20 ottobre 2026 alle ore 05:22 · Beirut · 4 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di una moderna centrale elettrica sulla costa libanese con una nave metaniera al largo.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
2 centralipreviste dalla proposta
825 MWpotenza di ciascun impianto
20 annidurata ipotizzata del GNL

Una proposta del Qatar per il settore elettrico libanese prevede la costruzione di due centrali a gas da 825 megawatt ciascuna e una fornitura di gas naturale liquefatto per vent’anni. Reuters ha visionato il piano, che riguarda i siti di Deir Ammar e Zahrani. Non si tratta ancora di un contratto firmato.

Il progetto punta a sostituire o integrare capacità obsolete in un Paese dove le interruzioni di corrente sono croniche e molti utenti dipendono da generatori privati. La potenza complessiva indicata, 1.650 megawatt, sarebbe rilevante per il sistema libanese, ma disponibilità reale e continuità dipenderebbero da rete, combustibile e manutenzione.

Secondo la proposta, il finanziamento dovrebbe arrivare da capitali privati, evitando un esborso iniziale diretto del bilancio libanese. Questa formula non significa energia gratuita: costi di costruzione, rendimento degli investitori, prezzo del gas e gestione devono essere recuperati attraverso tariffe, contratti pubblici o garanzie ancora da definire.

Il documento ipotizza circa tre anni per realizzare le centrali. Tempi simili richiedono autorizzazioni, disponibilità dei terreni, collegamenti alla rete, infrastrutture per il GNL e accordi commerciali. Ritardi in uno di questi passaggi possono modificare costo e calendario, soprattutto in un sistema finanziario sottoposto a forti vincoli.

La componente di fornitura ventennale coinvolgerebbe QatarEnergy. Un impegno di questa durata può aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti, ma espone anche a rischi legati ai prezzi, ai volumi minimi da acquistare e alla transizione energetica. Le clausole contrattuali saranno quindi più importanti della sola durata annunciata.

Per valutare il piano servono dati che al momento non sono pubblici: costo per megawatt installato, formula del prezzo del gas, garanzie sovrane, soggetti responsabili di costruzione e gestione, impatto ambientale e condizioni di vendita dell’elettricità. Senza questi elementi non è possibile stimare l’effetto sulle bollette.

Il Libano deve inoltre ridurre perdite tecniche e commerciali della rete e migliorare la riscossione. Nuove centrali possono aumentare l’offerta, ma non risolvono da sole inefficienze, furti di energia o fragilità dell’operatore pubblico. Un programma credibile dovrebbe collegare investimenti nella generazione a riforme di rete e governance.

Il passaggio successivo è una risposta formale delle autorità libanesi e l’eventuale negoziato su contratti e finanziamento. Presentarla oggi come opera già finanziata o in costruzione sarebbe inesatto.

La proposta dovrà essere confrontata con alternative come rinnovabili, accumulo, interconnessioni e riabilitazione degli impianti esistenti. Il confronto non può basarsi soltanto sulla potenza nominale: servono costo per chilowattora, affidabilità, emissioni, tempi e capacità della rete di assorbire la produzione.

Trasparenza e concorrenza saranno decisive per la fiducia pubblica. La pubblicazione dei criteri di gara, dei beneficiari effettivi e delle garanzie ridurrebbe il rischio che passività future restino fuori bilancio. Anche il controllo indipendente sull’esecuzione può prevenire varianti costose e ritardi non giustificati.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 20 ottobre 2026 alle ore 05:22.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.