L'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia ha preso le distanze dalla Camera Arbitrale Islamica Italiana, organismo privato con sede a Padova. L'8 ottobre l'UCOII ha dichiarato che le realtà da essa rappresentate non lo hanno promosso, sostenuto o riconosciuto.
La struttura è stata fondata a marzo dall'avvocato Omar Vanin. Francesco Minutillo, esponente di Futuro Nazionale, ha presentato un esposto alla procura di Padova chiedendo verifiche sulla compatibilità dell'iniziativa con l'ordinamento.
Vanin sostiene che l'organismo tratta controversie tra privati, affidate agli arbitri con l'accordo delle parti. Nell'intervista al Corriere del Veneto afferma che il richiamo ai precetti religiosi non può contrastare con i principi fondamentali del diritto italiano.
L'UCOII invita invece i fedeli a diffidare del servizio e ribadisce il riferimento alla giustizia dello Stato. Nel comunicato richiama anche l'esclusione dall'arbitrato delle materie che riguardano lo stato delle persone e i diritti indisponibili.
Il contrasto riguarda natura e limiti dell'organismo: una camera arbitrale privata non è un tribunale della Repubblica. L'esposto è una richiesta di accertamenti, non una prova di reato né una condanna dei promotori.
