Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Iqvia Solutions Italy S.r.l. per 7 milioni di euro. Lo comunica l’Autorità: la società, attiva nell’analisi di dati sanitari e nella ricerca clinica, aveva costituito una banca dati con informazioni sulla salute di circa un milione di pazienti di 800 medici di medicina generale.
Il provvedimento n.710 del 23 settembre 2026 chiude un’istruttoria avviata dopo accertamenti ispettivi dell’aprile 2025 e un procedimento su una violazione di dati notificata dalla stessa società.
Per il Garante i dati non erano anonimi: un codice associato a ciascun paziente, unito ad anno di nascita, sesso, diagnosi, sintomi, prescrizioni, esami, vaccinazioni e dati di localizzazione, rendeva possibile isolare e reidentificare i soggetti con mezzi ragionevoli.
Nella banca dati sono confluite anche informazioni identificative (nomi, codici fiscali, indirizzi, recapiti) di oltre 3.300 pazienti, in più di 3.000 casi accompagnate da dati sulla salute.
L’Autorità ritiene Iqvia titolare del trattamento fin dalla raccolta presso i medici, senza base giuridica idonea, senza informativa adeguata, senza tempi di conservazione definiti (dati fino al 2001), senza valutazione d’impatto e senza misure di sicurezza adeguate.
Entro 120 giorni la società, se intende proseguire l’attività, dovrà adeguare il trattamento alle prescrizioni del Garante. Iqvia, in una nota riportata dalle agenzie, dice di aver collaborato e di riservarsi il ricorso, precisando che il dataset contestato non sarebbe usato per i servizi di ricerca clinica.
