L’Olimpia Milano ha perso 89-81 contro il Barcellona giovedì 22 ottobre all’Unipol Forum, nella settima giornata di Eurolega. La squadra di Peppe Poeta ha chiuso il primo tempo sotto 44-40, è scivolata fino a meno sedici nel terzo periodo e ha poi ridotto il distacco a quattro punti.
Nel momento della possibile riapertura, Kevin Punter ha segnato cinque punti consecutivi e ha restituito al Barça un margine di sicurezza.
Il racconto ufficiale dell’Olimpia individua nella mancanza di continuità il problema principale. Milano ha rimediato più volte a partenze o passaggi negativi, ma non è riuscita a sostenere la stessa intensità per una sequenza abbastanza lunga. Il terzo quarto ha prodotto l’allungo più pesante del Barcellona, costringendo i padroni di casa a spendere energie per ricucire.
La rimonta fino al meno quattro dimostra che la partita non era chiusa. Proprio per questo la fase seguente pesa di più nell’analisi. Punter ha trovato due possessi produttivi, mentre il contributo di Gibson in attacco e in difesa ha spinto gli ospiti fino al 69-83 a poco più di tre minuti dalla fine.
Da quella distanza l’Olimpia non ha più avuto tempo sufficiente.
Poeta ha indicato i rimbalzi offensivi come uno dei fattori decisivi. Concedere una seconda opportunità dopo una buona difesa riduce il valore del lavoro compiuto nei primi ventiquattro secondi e obbliga la squadra a difendere più a lungo. In una gara persa di otto punti, una serie di possessi aggiuntivi può spiegare una parte importante del margine finale.
Il Barcellona ha ottenuto la quarta vittoria europea della stagione e ha superato le sconfitte recenti contro Olympiacos e Joventut. Il risultato di Assago non è arrivato attraverso un solo realizzatore: Punter, Gibson, Martin e Parra hanno distribuito responsabilità e soluzioni, rendendo più difficile per Milano concentrare la difesa su un unico bersaglio.
Per l’Olimpia la sconfitta interrompe la possibilità di trasferire immediatamente in Eurolega la buona prestazione offerta a Napoli in campionato. Le due competizioni richiedono però letture separate: calendario, livello fisico e profondità degli avversari cambiano. Il problema comune resta la capacità di reagire senza dover prima accumulare un distacco ampio.
La stagione regolare di Eurolega è lunga e una partita non definisce da sola la corsa ai playoff. Tuttavia, le gare casalinghe assumono un peso crescente quando il bilancio iniziale è negativo. Recuperare posizioni richiede vincere con continuità e, quando possibile, proteggere anche la differenza canestri negli scontri diretti.
Il prossimo lavoro tecnico dovrà partire da tre punti: controllo del rimbalzo difensivo, qualità dei possessi dopo una rimonta e tenuta del terzo quarto. Sono elementi collegati. Una difesa che chiude il possesso consente di correre; un attacco ordinato riduce le transizioni avversarie; una ripresa senza parziali pesanti evita di trasformare il finale in un inseguimento.
Milano dovrà inoltre gestire il doppio calendario nazionale ed europeo. La frase di Poeta — pensare una gara alla volta — indica una priorità pratica: correggere ciò che è controllabile senza proiettare una singola sconfitta sull’intera stagione. Il punteggio 81-89 resta severo, ma la rimonta parziale offre materiale concreto su cui lavorare.
