Italia / Cronaca

Caso dei «30 secondi», i giudici: la durata non esclude la violenza

Le motivazioni della Corte d'Appello di Milano spiegano la condanna nell'appello bis. Il ritardo nella reazione della vittima non viene considerato consenso.

08/10/2026 · 14:21 · Milano · 1 min di lettura1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione IA di un'ambientazione ispirata al Palazzo di Giustizia di Milano, senza persone; non è una fotografia del procedimento.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
1 anno e 2 mesipena nell'appello bis
10 lugliodata della condanna
8 ottobrenotizia delle motivazioni

La durata di un'aggressione non basta a escludere la violenza sessuale. È il punto delle motivazioni della Corte d'Appello di Milano, riportate l'8 ottobre, sulla condanna a un anno e due mesi di un ex sindacalista per la violenza su una hostess nel caso conosciuto come quello dei «30 secondi».

I giudici affermano che occorre accertare la presenza del consenso e che non esiste una durata minima dell'azione. La rapidità può cogliere la persona di sorpresa e impedirle di esprimere subito il proprio dissenso.

Nella valutazione della Corte, l'incredulità e pochi secondi di ritardo nella risposta verbale non indicano consenso: possono rientrare in una reazione passiva e nel disorientamento compatibile con il trauma.

La condanna nell'appello bis era stata pronunciata il 10 luglio, dopo due assoluzioni e il rinvio disposto dalla Cassazione. La novità di ottobre sono le ragioni della decisione, non una seconda condanna per lo stesso fatto.

Le motivazioni riguardano quel procedimento e la valutazione concreta delle prove. L'esito di questo grado di giudizio non va presentato, senza ulteriori elementi, come una sentenza divenuta definitiva.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 8 ottobre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.