Oltre 21.000 migranti e rifugiati sono arrivati via mare in Italia attraverso il Mediterraneo centrale dall'inizio del 2026 al 15 settembre, contro oltre 48.000 nello stesso periodo del 2025. Lo indicano i nuovi dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, pubblicati giovedì 17 settembre. Sulla stessa rotta risultano 996 morti o dispersi.
Il calo degli arrivi supera la metà ed è il più marcato tra le principali rotte marittime verso l'Europa. Il numero delle vittime registrate, invece, cresce rispetto alle 844 dello stesso periodo dell'anno precedente. Arrivi più bassi non significano quindi viaggi più sicuri.
Il dato di 996 comprende persone morte e persone disperse documentate nel Mediterraneo centrale. Non è un conteggio definitivo: l'IOM avverte che molti naufragi e sparizioni non vengono confermati e possono restare fuori dalle statistiche. Il bilancio reale potrebbe perciò essere più alto.
Nel complesso, quasi 60.000 persone hanno raggiunto le coste europee via mare entro il 15 settembre, contro circa 98.000 un anno prima: una diminuzione del 39%. Nello stesso intervallo i morti o dispersi sulle rotte del Mediterraneo e dell'Atlantico sono saliti da 1.999 a 2.292.
La fotografia italiana è particolarmente rilevante perché la rotta centrale collega soprattutto le partenze dal Nord Africa alle coste italiane. I flussi possono però cambiare rapidamente tra rotte, Paesi di partenza e destinazioni: i numeri non dimostrano da soli l'effetto di una singola politica nazionale o europea.
L'IOM chiede maggiore cooperazione internazionale per le operazioni di soccorso, il contrasto ai trafficanti e l'apertura di canali legali di ingresso. La direttrice generale Amy Pope ha sottolineato che quasi ogni morte o scomparsa in mare è prevenibile. È una posizione dell'agenzia ONU, distinta dai dati numerici che documentano il fenomeno.
Le cifre diffuse sono aggiornate al 15 settembre e possono essere riviste quando emergono nuovi sbarchi o informazioni sui naufragi. Anche il confronto con il 2025 usa lo stesso periodo dell'anno, evitando di accostare un dato parziale a un intero anno solare.
I prossimi indicatori da seguire sono gli arrivi effettivi registrati dalle autorità italiane, gli eventi di ricerca e soccorso e gli aggiornamenti del Missing Migrants Project. Il punto centrale resta il divario tra la forte riduzione degli approdi e l'aumento delle persone morte o disperse sulla rotta verso l'Italia.
