Giorgia Meloni ha annunciato una misura per fissare un numero massimo di alunni stranieri per classe e vietare burqa e niqab nelle scuole. La presidente del Consiglio ne ha parlato a Fenix, la manifestazione giovanile di Fratelli d’Italia, indicando il Consiglio dei ministri come prossimo passaggio.
La proposta comprenderebbe anche l’obbligo di apprendere l’italiano per i genitori degli studenti con maggiori difficoltà d’inserimento. Meloni ha collegato il provvedimento alla necessità di condividere una lingua comune e di evitare classi nelle quali l’integrazione diventi più difficile.
Il testo normativo non è stato ancora pubblicato. Non sono quindi noti il tetto numerico, il criterio utilizzato per definire gli studenti interessati, le deroghe territoriali o didattiche e le modalità con cui sarebbe applicato l’obbligo linguistico per le famiglie.
Dal 2010 una circolare ministeriale indica già, come regola generale, un limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per classe. La soglia può essere modificata in base alle competenze linguistiche, alla presenza di studenti nati in Italia e alle condizioni delle singole scuole.
Nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni senza cittadinanza italiana erano circa 930 mila, pari all’11,6% del totale. La distribuzione non è uniforme: alcuni territori e istituti registrano concentrazioni molto superiori alla media nazionale, rendendo decisivi i criteri di deroga.
Anche la portata del divieto dovrà essere precisata. Burqa e niqab coprono il volto in modo diverso, mentre il semplice velo che lascia il viso scoperto pone questioni giuridiche differenti. Le ricostruzioni più solide dell’annuncio parlano di burqa e niqab, non di un divieto generale di ogni hijab.
L’annuncio non modifica immediatamente le regole scolastiche. Prima dell’entrata in vigore serviranno un atto formale del governo e il percorso previsto dalla sua natura giuridica. Solo il testo consentirà di valutare compatibilità costituzionale, tempi, sanzioni e impatto concreto e amministrativo sulle classi.
