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Sanità, Mattarella indica la priorità: ora le Regioni devono trasformare il PNRR in servizi

Il Presidente richiama il diritto costituzionale alla salute e quantifica gli obiettivi: 1.270 Case di comunità, 327 Ospedali di comunità e 566 mila assistiti in telemedicina.

26 ottobre 2026 alle ore 18:24 · Firenze · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di un centro sanitario territoriale italiano con operatori e documenti di programmazione regionale; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
1.270Case di comunità
327Ospedali di comunità
566 milaassistiti in telemedicina

Il Servizio sanitario nazionale è una priorità assoluta e le Regioni devono ora trasformare gli investimenti del PNRR in un miglioramento misurabile dei servizi. È il messaggio che Sergio Mattarella ha affidato al Festival delle Regioni del 26 ottobre a Firenze, collegando il decentramento amministrativo alla responsabilità di garantire in modo effettivo il diritto alla salute previsto dalla Costituzione.

Il Presidente ha ricordato che l’Italia dispone nel Piano nazionale di ripresa e resilienza di oltre 194 miliardi di euro, dei quali 166 miliardi già ricevuti. Il 37 per cento delle risorse è destinato a finalità sociali e 15,6 miliardi alla salute.

Queste cifre descrivono la scala dell’intervento, ma non coincidono automaticamente con opere concluse o servizi pienamente disponibili: ogni obiettivo deve essere verificato attraverso atti, collaudi, personale e funzionamento quotidiano.

Tra gli interventi collegati alla decima e ultima rata, Mattarella ha indicato 1.270 Case di comunità e 327 Ospedali di comunità. Ha inoltre richiamato oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l’acquisto di 3.200 grandi apparecchiature, l’assistenza di 566 mila persone tramite telemedicina e l’alimentazione del fascicolo sanitario elettronico con documenti clinici digitali.

Il modello mira a correggere una debolezza emersa durante la pandemia: un sistema troppo concentrato sui grandi ospedali e sui medici di base, con poche strutture intermedie capaci di avvicinare le cure ai territori.

Case e Ospedali di comunità dovrebbero ridurre accessi impropri ai pronto soccorso, sostenere la presa in carico dei pazienti cronici e accompagnare le dimissioni, ma il risultato dipende dalla disponibilità di professionisti e dall’integrazione con i servizi esistenti.

Il Capo dello Stato ha attribuito alle Regioni un ruolo centrale nella fase successiva. Non basta realizzare edifici o acquistare tecnologie: le innovazioni devono consolidarsi e produrre un miglioramento della qualità. Il richiamo è rivolto in modo particolare ai territori che partono da standard più bassi.

L’autonomia, nella lettura proposta, non riduce la responsabilità nazionale sull’uguaglianza dei diritti e non giustifica differenze permanenti nell’accesso alle cure.

Per i cittadini gli indicatori da osservare sono concreti: data di apertura delle strutture, orari, servizi disponibili, numero di operatori, integrazione con i medici di medicina generale e tempi di presa in carico. Una struttura formalmente attivata ma priva di personale sufficiente non produce lo stesso effetto di un presidio operativo.

Anche la telemedicina deve essere valutata per continuità dell’assistenza, sicurezza dei dati e capacità di raggiungere anziani e persone fragili.

Mattarella ha invitato a conservare nella gestione ordinaria il metodo di coordinamento sperimentato con il PNRR: unità di indirizzo, coinvolgimento degli attori istituzionali, coordinamento tecnico e responsabilità delle amministrazioni territoriali. Il suggerimento riguarda il periodo successivo alla scadenza del Piano, quando manutenzione, personale e costi di esercizio dovranno trovare copertura nei bilanci nazionali e regionali.

Il discorso non assegna nuove risorse e non modifica da solo il finanziamento sanitario. Spetta a Governo, Parlamento e Regioni tradurre la priorità in stanziamenti e programmi. La verifica editoriale dovrà quindi seguire la legge di bilancio, i dati di attuazione e le differenze territoriali.

Il punto politico fissato dal Quirinale è netto: il valore dell’autonomia si misura sulla capacità di rendere universale e concreto il diritto alla salute.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 26 ottobre 2026 alle ore 18:24.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.