I ministri dell’Agricoltura e della pesca dell’UE hanno raggiunto il 26 ottobre un accordo politico sulle possibilità di pesca nel Mar Baltico per il 2027. L’intesa stabilisce i totali ammissibili di cattura e la loro distribuzione tra gli Stati rivieraschi, cercando un equilibrio tra continuità economica delle flotte e tutela di popolazioni ittiche ancora fragili.
Il testo deve essere formalmente adottato dal Consiglio prima di diventare il riferimento definitivo per la prossima stagione.
Per lo spratto l’accordo aumenta il limite del 44 per cento rispetto al 2026. L’aringa del Baltico centrale sale del 71 per cento, pur rimanendo al di sotto del valore massimo indicato nel parere scientifico, e sarà accompagnata da una chiusura di tre mesi durante la deposizione. Nel Golfo di Riga l’aumento per l’aringa è dell’11 per cento.
Le percentuali non si sommano: riguardano stock e aree geografiche differenti.
Nella parte occidentale del Baltico l’aringa resta invece autorizzata soltanto come cattura accessoria al livello del 2026, con un’esenzione limitata per la piccola pesca costiera. Per l’aringa del Golfo di Botnia l’incremento concordato è del 12 per cento, fino a 62.500 tonnellate, insieme a restrizioni stagionali nelle acque costiere meno profonde.
Queste condizioni servono a proteggere la riproduzione nei periodi più sensibili.
Il merluzzo orientale e quello occidentale rimangono in regime di cattura accessoria, con limiti rispettivamente di 430 e 266 tonnellate. La pesca ricreativa del merluzzo continua a essere vietata. Il Consiglio ha quindi evitato la riapertura di una pesca mirata su stock che restano in condizioni critiche.
Per la passera di mare è invece previsto un aumento del 3 per cento, fino a 11.237 tonnellate.
Sul salmone, il Golfo di Finlandia mantiene un limite di 10.232 esemplari e il bacino principale una cattura accessoria di 25.537 pesci. Resta una deroga estiva per alcune attività costiere e, nella pesca ricreativa, sarà consentito trattenere soltanto salmoni allevati e riconoscibili secondo le regole applicabili.
Nel Mare del Nord, il cicerello di Norvegia resta limitato a 300 tonnellate come cattura accessoria.
Le quote del Baltico non sono assegnate direttamente alle flotte italiane, che operano soprattutto nel Mediterraneo. La decisione interessa comunque l’Italia attraverso il mercato unico dei prodotti ittici, le catene di trasformazione e i prezzi all’ingrosso.
L’effetto su scaffali e ristorazione non può essere dedotto dalle sole percentuali: dipende da catture effettive, domanda, costi energetici, importazioni e condizioni degli stock durante l’anno.
L’accordo segue i pareri scientifici e il piano pluriennale per il Baltico, ma contiene anche scelte politiche entro gli intervalli consentiti. Le chiusure stagionali e il divieto ricreativo sono importanti quanto i numeri dei TAC.
Per imprese e pescatori dei Paesi interessati, date, aree e specie determineranno le operazioni quotidiane; per gli operatori italiani conta soprattutto la prevedibilità dell’offerta europea e la corretta indicazione dell’origine.
Prima dell’avvio del 2027 il regolamento dovrà essere adottato e pubblicato, con le tabelle complete delle quote nazionali e delle condizioni tecniche. Eventuali controlli di mercato in Italia continueranno a dipendere dalle norme europee su tracciabilità ed etichettatura.
La decisione del Consiglio non certifica il recupero definitivo degli stock: aumenta alcune opportunità dove i dati lo consentono e conserva forti limitazioni su merluzzo, salmone e aringa occidentale.
