Economia · Imprese / Mercati

Lottomatica compra CIRSA: fusione da 2,8 miliardi, Blackstone primo azionista

L’operazione interamente in azioni creerà il secondo gruppo quotato mondiale nelle scommesse e nel gioco. Sede a Roma, presenza in Spagna e chiusura prevista nel secondo trimestre 2027.

2 settembre 2026 · aggiornato alle 09:55 · Economia / Imprese / Mercati · 3 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Illustrazione editoriale IA di una sala riunioni europea preparata per una fusione societaria tra Roma e Barcellona
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
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Il punto in tre dati
€2,8 mldil valore attribuito al capitale di CIRSA
24%la quota prevista per Blackstone
€115 mlni benefici di cassa ante imposte attesi

Lottomatica ha raggiunto un accordo per incorporare la concorrente spagnola CIRSA attraverso una fusione interamente regolata in azioni. L’operazione attribuisce al capitale della società spagnola un valore di circa 2,8 miliardi di euro e punta a creare il secondo maggiore gruppo quotato al mondo nel gioco e nelle scommesse, dietro Flutter, proprietaria di FanDuel. La nuova società manterrà il nome Lottomatica e avrà sede centrale a Roma, con uffici operativi a Barcellona.

Gli azionisti di CIRSA riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni titolo posseduto. Il rapporto di cambio valorizza ciascuna azione spagnola 16,55 euro, circa il 21% in più rispetto alla chiusura di martedì calcolata da Reuters. Al termine dell’operazione gli attuali soci Lottomatica controlleranno approssimativamente il 67,5% del gruppo combinato, mentre quelli di CIRSA avranno il restante 32,5%.

Blackstone, oggi principale azionista della società spagnola, diventerà il maggiore investitore singolo della nuova Lottomatica con una quota del 24%. Il presidente e amministratore delegato Guglielmo Angelozzi conserverà la guida. Il gruppo sarà quotato a Milano e sui mercati spagnoli, una struttura che amplia la platea degli investitori ma espone l’operazione al voto degli azionisti e alle verifiche regolamentari previste nei diversi Paesi.

Le due aziende stimano un margine operativo lordo rettificato pro forma vicino a 2 miliardi di euro. Entro tre anni dal completamento prevedono benefici di cassa ante imposte per 115 milioni, derivanti dall’integrazione di attività, tecnologia e acquisti. La presentazione agli investitori precisa però che le sinergie sono stime fondate su ipotesi: costi d’integrazione, condizioni economiche e risposta della concorrenza possono rendere il risultato finale diverso dalle proiezioni.

Una fusione “all-share” non comporta il pagamento immediato dell’intero prezzo in contanti. L’acquirente emette nuove azioni e le consegna ai soci della società incorporata, che diventano proprietari di una parte del gruppo risultante. Il vantaggio è limitare l’aumento del debito; il costo è la diluizione degli azionisti esistenti, perché gli utili futuri vengono distribuiti su un numero maggiore di titoli. Per questo il rapporto di cambio e la quota finale di controllo sono centrali nella valutazione.

Il mercato ha reagito in modo divergente. Le azioni Lottomatica hanno perso fino al 9,6% nella mattinata, segnalando sorpresa e timori sull’esecuzione di una strategia finora concentrata soprattutto sulla crescita online in Italia. CIRSA è salita del 17%, avvicinandosi al valore implicito dell’offerta. JPMorgan ha giudicato la logica industriale convincente, osservando che Lottomatica usa il proprio capitale per comprare un’attività valutata meno e mantiene la maggioranza del gruppo.

CIRSA ricava il 53% del proprio risultato operativo da casinò e sale da gioco e ha bisogno di accelerare la presenza digitale. Lottomatica porta invece una posizione forte nel mercato italiano e competenze online. Angelozzi ha detto agli analisti che la società spagnola è leader nel proprio mercato e non richiede un piano di risanamento; la tesi dell’accordo è quindi combinare canali fisici e digitali in più Paesi, non acquistare un’azienda in crisi.

La conclusione è prevista nel secondo trimestre del 2027, dopo le approvazioni delle assemblee e delle autorità competenti. Prima del closing CIRSA distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario di 262 milioni di euro. Il gruppo combinato prevede inoltre di restituire fino a 4 miliardi agli azionisti nei tre anni successivi attraverso dividendi e riacquisti di azioni: un obiettivo ambizioso che sarà valutato insieme alla capacità di integrare sistemi, marchi, licenze e culture operative senza perdere crescita.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 2 settembre 2026, ore 09:55 italiane.