La Camera ha approvato mercoledì 7 ottobre la terza questione di fiducia posta dal governo sulla riforma della legge elettorale. L'appello nominale sull'articolo 3 si è chiuso con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti.
Il voto era in calendario non prima delle 10.50, dopo le dichiarazioni di voto dalle 9. La Camera aveva già approvato martedì 6 ottobre la fiducia sull'articolo 1 con 226 sì e 147 no e sull'articolo 2 con 227 sì e 149 no, secondo il comunicato ufficiale di Montecitorio.
La fiducia era stata posta lunedì 5 ottobre dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, sugli articoli 1, 2 e 3 del testo A.C. 2822-B, nel testo della Commissione identico a quello modificato dal Senato. Il voto di oggi non è ancora l'approvazione definitiva del provvedimento.
Il passaggio finale a scrutinio segreto è fissato per giovedì 8 ottobre. Finché quel voto non c'è, e finché il testo non risulta approvato in modo conforme dalle due Camere, la riforma non è legge. Restano in vigore le regole elettorali attuali.
Il testo in esame prevede un premio di governabilità per la lista o la coalizione che superi il 42 per cento dei voti, con un tetto di seggi, e combina capilista bloccati e preferenze. Le opposizioni contestano il ricorso alla fiducia e annunciano un vaglio di costituzionalità. Quelle obiezioni restano posizioni politiche, non un pronunciamento della Corte.
Dopo la terza fiducia l'Aula doveva esaminare anche l'articolo 8, che estende il voto fuori sede ai caregiver, e gli ordini del giorno sul provvedimento. L'esito di quei passaggi non cambia il dato già registrato sulla fiducia dell'articolo 3.
