La riforma elettorale è in terza lettura alla Camera: le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni sono state respinte a scrutinio segreto con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Il calendario punta al voto finale tra il 7 e l’8 ottobre.
Il governo ha annunciato di porre la fiducia sugli articoli modificati dal Senato (preferenze, firme e collegio di Bolzano/Trentino, secondo le ricostruzioni di aula). Il voto finale sul testo resta distinto e può essere di nuovo segreto.
Nel testo restano il premio di maggioranza legato al superamento del 42% e le preferenze reintrodotte in Senato. Le opposizioni annunciano ricorsi dopo l’eventuale approvazione.
Non è ancora legge dello Stato: finché non c’è il sì definitivo di Montecitorio e la promulgazione, restano possibili emendamenti, ordini del giorno e sorprese al voto segreto.
