Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha aperto mercoledì 7 ottobre un momento di dialogo con i liceali dopo le proteste di ieri. «Le parole degli studenti sono preziose e debbono essere ascoltate», ha detto, annunciando consultazioni in ogni liceo e un piano d'azione concreto. Le prime decisioni del governo sono attese a fine ottobre.
Lecornu ha elencato cinque cantieri: sostituzione dei docenti assenti, condizioni degli edifici scolastici, organizzazione della giornata, orientamento e partecipazione degli studenti. Ha promesso trasparenza sui contributi raccolti e un aumento di 1,2 miliardi di euro del bilancio dell'Istruzione nazionale nel 2027, per un totale di 64 miliardi.
Il premier ha invitato gli studenti a tornare in classe: «Il ritorno a scuola e il dialogo devono procedere di pari passo». Ha negato che le forze dell'ordine abbiano istruzioni di scontrarsi con i liceali e ha chiesto un uso proporzionato. Parallelamente, la coalizione sindacale della scuola pubblica ha abbandonato i colloqui con il governo.
Le organizzazioni studentesche avevano chiesto di essere ricevute a Matignon. Lecornu ha ammesso che «la rabbia dei giovani non viene dal nulla» e che le proposte dei liceali potranno diventare emendamenti. Restano in campo nuove giornate di mobilitazione e il ritorno in piazza dei sindacati.
Il pezzo aggiorna la mobilitazione già coperta da CurioMondo il 6 ottobre: da blocco delle scuole a risposta istituzionale con scadenze di fine mese. Finché i decreti non sono pubblicati, le promesse restano annunci politici, non norme in vigore.
