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Israele valuta di espellere funzionari britannici dal centro di coordinamento per Gaza

Il governo israeliano starebbe considerando di ridurre la presenza del Regno Unito, e possibilmente di Germania e Italia, nella struttura che sovrintende alla tregua a Gaza, in una disputa legata al commercio con gli insediamenti in Cisgiordania.

1 settembre 2026 · aggiornato alle 07:00 · Medio Oriente / Diplomazia · 3 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Illustrazione editoriale IA dell'esterno di un centro di coordinamento civile-militare nel sud di Israele, con bandiere di più nazioni
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
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Il punto in tre dati
posto del Regno Unito per numero di funzionari nel CMCC
20+paesi firmatari della lettera critica sull'area E1
2altri governi europei già minacciati di espulsione: Spagna e Paesi Bassi

Il governo israeliano sta valutando di espellere i funzionari britannici dal Centro di coordinamento civile-militare (CMCC), la struttura a guida statunitense con sede a Kiryat Gat, nel sud di Israele, che sovrintende all'attuazione della tregua tra Israele e Hamas a Gaza. Lo riportano diverse testate israeliane e internazionali, citando fonti a conoscenza dei colloqui interni al governo di Gerusalemme. Secondo le stesse fonti, misure simili sono state discusse anche nei confronti delle delegazioni di Germania e Italia.

La disputa nasce da un progressivo deterioramento dei rapporti tra Israele e diversi governi europei sulla gestione della guerra a Gaza, sulla violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania e sull'espansione degli insediamenti israeliani, in particolare nell'area E1 vicino a Gerusalemme. Il Regno Unito avrebbe messo sul tavolo la possibilità di limitare gli scambi commerciali con i prodotti provenienti dagli insediamenti, una misura che Israele considera una forma di pressione economica inaccettabile all'interno di una struttura di cooperazione militare.

Regno Unito, Germania e Italia figurano tra i circa venti paesi, insieme alla Commissione europea, che la scorsa settimana hanno firmato una lettera congiunta di critica ai piani israeliani di costruzione nell'area E1, considerata strategica perché separerebbe geograficamente Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania occupata. Israele non ha ancora confermato ufficialmente l'intenzione di procedere con l'espulsione dei funzionari britannici dal CMCC.

Il Regno Unito ha attualmente la seconda delegazione più numerosa al CMCC dopo quella statunitense, e un ufficiale britannico ricopre il ruolo di vice del generale americano che comanda la struttura. Fonti diplomatiche britanniche hanno fatto sapere che rimuovere partner della coalizione indebolirebbe gli sforzi condivisi per consolidare la tregua, sottolineando l'importanza del coordinamento multilaterale per la tenuta del cessate il fuoco.

Non è la prima volta che Israele minaccia di ridimensionare la presenza di partner occidentali in strutture legate a Gaza: negli scorsi mesi misure simili erano state valutate nei confronti di Spagna e Paesi Bassi, sempre in un contesto di tensioni diplomatiche legate alla condotta della guerra e alle politiche sugli insediamenti. Nessuna di queste espulsioni risulta finora formalizzata.

Il Centro di coordinamento civile-militare è stato istituito dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas per sovrintendere ad aspetti pratici come il flusso degli aiuti umanitari, il monitoraggio del cessate il fuoco e il coordinamento tra le forze internazionali presenti nell'area. Non è un'unità di combattimento, ma una struttura di collegamento tra i governi che partecipano allo sforzo di stabilizzazione postbellica a Gaza, guidata operativamente da un generale statunitense.

Se confermata, l'esclusione del Regno Unito dal CMCC rischierebbe di complicare ulteriormente i rapporti tra Londra e Gerusalemme, già tesi sul dossier Cisgiordania, e potrebbe alimentare un effetto domino con altri governi europei che hanno criticato apertamente l'espansione degli insediamenti negli ultimi mesi.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 1 settembre 2026, ore 07:00 italiane.