L’Iran ha avvertito governi della regione che nuovi attacchi statunitensi contro il proprio territorio potrebbero provocare ritorsioni contro infrastrutture strategiche nel Golfo. Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, il messaggio è stato trasmesso attraverso contatti ad alto livello.
Le minacce riguarderebbero impianti petroliferi, reti elettriche, sistemi idrici e collegamenti di trasporto. Teheran vuole aumentare il costo politico ed economico di una nuova offensiva statunitense e spingere gli alleati regionali di Washington a favorire la diplomazia.
Il Golfo concentra una parte decisiva della produzione e dell’esportazione mondiale di petrolio e gas. Un attacco a impianti o rotte marittime potrebbe far aumentare rapidamente prezzi, assicurazioni e costi di trasporto, con conseguenze ben oltre la regione.
Molti Paesi del Golfo ospitano inoltre basi e strutture militari statunitensi. Questo li rende interlocutori essenziali, ma anche potenziali bersagli in caso di escalation.
I governi regionali stanno cercando di evitare un allargamento del conflitto. L’Arabia Saudita e altri attori hanno sollecitato una pausa e la prosecuzione dei negoziati, mentre l’Iran chiede che non venga fornito sostegno operativo a nuovi attacchi.
Le dichiarazioni non equivalgono a un attacco già deciso, ma mostrano quanto fragile sia il quadro. Una valutazione errata o un incidente potrebbe trasformare rapidamente la minaccia in una crisi regionale più ampia.
