Nel triennio 2022-2024 il 62,9% delle imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno dieci addetti ha svolto attività innovative. Il dato diffuso dall’Istat il 24 settembre segna un aumento rispetto alla rilevazione precedente.
La crescita è attribuita soprattutto alle piccole imprese, che recuperano terreno nella quota di soggetti impegnati in nuovi prodotti o processi. L’indicatore misura la presenza di attività innovative e non, da solo, l’entità economica o il successo commerciale degli investimenti.
La rilevazione comprende innovazioni già introdotte e attività avviate nel periodo, anche quando non hanno ancora prodotto un risultato finale. Per questo il 62,9% non coincide con la quota di aziende che ha lanciato un prodotto completamente nuovo sul mercato.
La dimensione resta un fattore rilevante: le grandi imprese dispongono in genere di strutture, personale e capitale più stabili. L’aumento delle piccole aziende amplia però la base innovativa e può indicare una diffusione più capillare di tecnologie e cambiamenti organizzativi.
Il confronto con il periodo precedente va letto tenendo conto del ciclo economico e della normalizzazione successiva alla pandemia. Le tavole dell’Istat distinguono settore, dimensione e tipo di innovazione, evitando di trattare il sistema produttivo come un blocco uniforme.
