Cinque Paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo hanno già avviato campagne di vaccinazione umana contro l'influenza zoonotica A(H5): Austria, Finlandia, Lituania, Paesi Bassi e Portogallo. La nuova ricognizione dell'ECDC riguarda programmi mirati, non una vaccinazione della popolazione generale.
Ventisette dei 30 Paesi interpellati hanno risposto al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Otto riferiscono raccomandazioni nazionali già operative, altri otto le stanno preparando e 11 non avevano piani al momento dell'indagine.
I gruppi indicati più spesso sono veterinari, personale sanitario animale, squadre addette all'abbattimento, lavoratori di laboratorio e addetti ad allevamenti e settore avicolo. Tre Paesi, oltre ai cinque già attivi, prevedono di iniziare entro un anno.
L'H5N1 ad alta patogenicità continua a circolare fra uccelli selvatici e a causare focolai in pollame e altri animali europei. L'ECDC segnala tuttavia che le infezioni umane restano rare e che nell'UE e nello Spazio economico europeo non risultano casi umani confermati fino alla data della valutazione.
Per questo il rischio è classificato basso per la popolazione generale e basso-moderato per chi è esposto per lavoro o per altre attività ad animali infetti o ambienti contaminati. La classificazione non significa rischio zero e può cambiare se mutano circolazione, esposizioni o caratteristiche del virus.
L'adesione alle campagne è risultata generalmente bassa fuori dai laboratori, ma i dati disponibili sono incompleti e non confrontabili fra Paesi. Differiscono anche obiettivi, modalità di consegna dei vaccini e sistemi di registrazione.
La vaccinazione mirata è una misura complementare. Restano centrali biosicurezza negli allevamenti, dispositivi di protezione, sorveglianza degli esposti e individuazione rapida di eventuali infezioni; la Commissione europea ricorda che l'H5N1 è anzitutto una malattia degli uccelli e che i casi umani osservati sono collegati soprattutto a contatti molto ravvicinati.
L'ECDC invita i Paesi a definire in anticipo obiettivi, scenari che attivano i programmi, percorsi di distribuzione, comunicazione e controllo dell'adesione. La valutazione non introduce un obbligo uniforme europeo: le decisioni operative restano nazionali e dipendono dal rischio concreto.
