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Guerra USA-Iran, rapporto ufficiale: scorte sotto pressione e basi danneggiate

L’ispettorato del Pentagono segnala carenze strategiche di munizioni, colli di bottiglia produttivi e gravi danni alle infrastrutture americane in Medio Oriente.

15 settembre 2026 · Stati Uniti · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Immagine editoriale IA di un hangar logistico militare con scaffali e aerei cargo sullo sfondo
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
30MQ-9 distrutti, fino a
7KC-135 danneggiati o distrutti
14–18 giorniciclo logistico via Diego Garcia

Il primo rapporto pubblico degli ispettori generali statunitensi sull’operazione Epic Fury descrive un impatto molto più ampio delle singole perdite annunciate durante la guerra con l’Iran. Il documento, trasmesso al Congresso e diffuso il 14 settembre, copre le attività comprese tra aprile e giugno 2026.

Secondo l’Ufficio del sottosegretario alla Difesa per acquisizioni e sostegno, l’impiego di armamenti ha prodotto carenze strategiche negli inventari e ha esposto colli di bottiglia nella capacità industriale di rifornirli. Il rapporto precisa che ampliare le linee produttive richiede tempi significativi, soprattutto per motori a propellente solido, esplosivi e materiali propellenti.

Il Pentagono sta cercando di accorciare le procedure di acquisto, accumulare componenti critici e rafforzare le catene di fornitura insieme agli alleati. Queste misure, tuttavia, indicano che la disponibilità di munizioni non dipende soltanto dai fondi stanziati, ma anche dalla capacità concreta delle fabbriche e dalla presenza di manodopera specializzata.

Il bilancio materiale è rilevante. Il Comando centrale statunitense ha riferito che gli attacchi iraniani hanno danneggiato o distrutto centinaia di edifici e strutture in basi americane distribuite fra Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Iraq, Oman e Giordania.

La tabella sulle perdite aeree registra fino a 30 droni MQ-9 distrutti in circostanze diverse. Sette aerocisterne KC-135 risultano danneggiate o distrutte: due nella collisione avvenuta sull’Iraq e cinque colpite a terra in Arabia Saudita da munizioni iraniane. Il documento elenca inoltre perdite o danni ad altri velivoli da combattimento e supporto.

La pressione ha riguardato anche la logistica. Lo spostamento di parte del sostegno verso Diego Garcia ha allungato le rotte marittime, creando cicli di rifornimento da 14 a 18 giorni. Il comando europeo ha quindi fornito basi, trasporti, carburante, munizioni e infrastrutture per sostenere le operazioni in Medio Oriente.

Anche le sedi diplomatiche hanno subito conseguenze dirette. Il Dipartimento di Stato ha stimato circa 184 milioni di dollari di danni fisici alle strutture americane in quattro Paesi, oltre a ritardi mensili nelle opere e ai costi legati alle partenze ordinate e alle evacuazioni dei cittadini.

La Casa Bianca sostiene che produzione e consegne restino robuste, mentre il Pentagono contesta l’idea di una carenza generale. Il rapporto usa però una definizione più precisa: parla di deficit strategici per specifiche munizioni e di vincoli industriali, elementi che possono condizionare la durata delle operazioni e la capacità di ricostituire rapidamente le scorte.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 15 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.