In Cina sono entrate in vigore lunedì 15 settembre nuove norme che ampliano i motivi per limitare l'uscita dei cittadini dal Paese. Il regolamento collega per la prima volta alcuni divieti di espatrio alla protezione della sicurezza industriale, tecnologica e delle esportazioni.
Il testo, adottato dal Consiglio di Stato con il decreto numero 841 e annunciato a luglio, consente alle autorità di bloccare alla frontiera chi è coinvolto in violazioni dei controlli sull'export o delle regole sul trasferimento di tecnologia. La misura può essere applicata quando il caso è ritenuto pericoloso per la sicurezza nazionale.
Una seconda disposizione riguarda i cittadini cinesi rimpatriati dopo attività illegali o criminali commesse all'estero. Se tali condotte hanno danneggiato la sicurezza o gli interessi nazionali, l'uscita può essere vietata per un periodo compreso tra sei mesi e tre anni.
Cambiano anche le conseguenze per gli stranieri che forniscono informazioni false nelle domande di visto o nei documenti di ingresso. Il nuovo quadro prevede un divieto di entrata compreso tra uno e cinque anni, oltre alle altre sanzioni eventualmente applicabili.
Le tre previsioni hanno destinatari e presupposti differenti: non introducono un blocco generale dei viaggi. Estendono però gli strumenti amministrativi disponibili in casi legati a controlli commerciali, trasferimenti di competenze e condotte che Pechino considera contrarie ai propri interessi strategici.
La questione è particolarmente sensibile per i settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale e della manifattura avanzata. Imprese multinazionali e lavoratori specializzati dovranno valutare con maggiore attenzione obblighi di riservatezza, autorizzazioni all'esportazione e possibili contestazioni prima di attraversare il confine.
Taiwan aveva già rafforzato i controlli sui trasferimenti di personale e conoscenze verso la Cina continentale, temendo la perdita di competenze nei chip. Pechino sostiene invece che il regolamento chiarisca le procedure e migliori le garanzie legali per le persone sottoposte a misure restrittive.
Reuters e Financial Times collegano l'entrata in vigore alla crescente competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti. L'impatto concreto dipenderà ora dall'applicazione da parte delle autorità: numero dei provvedimenti, motivazioni comunicate e possibilità effettive di ricorso saranno i principali elementi da verificare.
