Sono 266 le domande presentate per GreenTour, la misura da 109 milioni di euro destinata allo sviluppo sostenibile e al rinnovamento delle imprese turistiche. Il Ministero del Turismo ha comunicato il dato il 19 ottobre, dopo la chiusura della finestra per le candidature.
I progetti descritti dal dicastero puntano soprattutto alla riqualificazione degli immobili, affiancata da interventi digitali, riduzione dei consumi e miglioramento dell’offerta ricettiva.
Il numero fotografa la partecipazione delle imprese alla procedura, non gli interventi già finanziati. Nel comunicato non compare un elenco dei beneficiari e non viene indicato un importo complessivo delle agevolazioni assegnate.
È una distinzione necessaria per interpretare il bilancio: la presentazione di un progetto precede la sua valutazione e non dimostra, da sola, che il contributo sia stato concesso o che i lavori siano cominciati.
La dotazione comprende due strumenti diversi. Cinquantanove milioni sono destinati a contributi a fondo perduto e cinquanta milioni a finanziamenti agevolati. La somma forma i 109 milioni complessivi annunciati per la misura. Non si tratta quindi di un fondo costituito interamente da somme senza restituzione: la componente di prestito segue una logica differente, da considerare nella pianificazione economica degli investimenti.
La gestione è affidata a Invitalia. La pagina dell’agenzia riporta come ultimo termine per presentare le richieste le ore 17 dell’8 ottobre 2026, dopo un’ulteriore proroga rispetto al 30 settembre. Il decreto direttoriale del 17 settembre aveva anche rivisto alcuni parametri utilizzati nelle graduatorie e previsto la possibilità di impiegare, in determinati casi, dati del bilancio consolidato del gruppo.
Il resoconto pubblicato oggi riguarda dunque una raccolta di domande già terminata.
Fra le candidature il ministero distingue 107 piccole imprese, 56 medie e 28 grandi. Il quadro comunicato segnala una partecipazione distribuita fra dimensioni aziendali diverse. Non sono però forniti dettagli sulla ripartizione geografica, sull’investimento medio richiesto o sul rapporto fra domande e risorse disponibili.
Da questi primi numeri non è quindi possibile ricavare quante iniziative potranno ottenere sostegno oppure quali territori riceveranno gli importi maggiori.
La misura persegue due obiettivi collegati: la transizione ecologica delle imprese e una distribuzione delle presenze turistiche meno concentrata in pochi periodi dell’anno. Nella presentazione istituzionale, il rinnovo delle strutture comprende efficienza energetica, riduzione dei consumi e ricorso alle fonti rinnovabili. La digitalizzazione rientra nel percorso di sviluppo dell’offerta, insieme alla riqualificazione degli immobili che ospitano le attività.
I due obiettivi richiedono verifiche differenti. Un intervento edilizio o energetico riguarda le caratteristiche della struttura; la destagionalizzazione riguarda invece l’andamento dell’attività durante l’anno. Il conteggio delle candidature non misura ancora nessuno dei due risultati. Per valutare l’efficacia del programma occorrerà conoscere gli interventi ammessi, seguirne la realizzazione e osservare gli effetti rispetto alle finalità previste.
L’annuncio ministeriale presenta la risposta delle imprese come un segnale positivo. Il dato documentato è l’interesse espresso attraverso 266 proposte, mentre il valore concreto degli investimenti dipenderà dai successivi passaggi amministrativi e dall’esecuzione dei progetti. Anche la distinzione fra risorse disponibili e somme effettivamente utilizzate resterà importante quando saranno comunicati gli esiti.
Per le imprese che hanno partecipato, il riferimento è ora la documentazione del gestore e la procedura di valutazione. Per chi segue il settore, il prossimo passaggio informativo sarà la pubblicazione degli esiti, con indicazioni sui beneficiari e sugli interventi sostenuti.
Il bilancio del 19 ottobre chiude la fotografia delle candidature e apre la fase in cui le proposte dovranno tradursi in decisioni e investimenti verificabili.
