ISPRA e Ministero dell'Ambiente invitano i cittadini a registrare gli avvistamenti di uccelli migratori in occasione della giornata mondiale del 10 ottobre. Il tema del 2026 sottolinea che ogni osservazione può contribuire alla ricerca.
L'Italia si trova lungo una delle principali rotte che collegano Eurasia e Africa. Mari, montagne e zone umide offrono aree di sosta essenziali a milioni di uccelli durante gli spostamenti stagionali.
I dati raccolti tramite piattaforme come eBird, iNaturalist e Ornitho possono aiutare a individuare cali delle popolazioni, cambiamenti nelle rotte e habitat da proteggere. Le osservazioni devono essere precise e non devono disturbare gli animali.
Per gli uccelli con anelli leggibili a distanza, ISPRA raccoglie in Italia le segnalazioni attraverso il proprio canale dedicato. Fotografie e coordinate sono utili soltanto quando vengono ottenute rispettando distanze e divieti di accesso.
Tra le minacce indicate figurano perdita di habitat, cambiamento climatico, bracconaggio, plastica, collisioni con infrastrutture e inquinamento luminoso. Un singolo avvistamento non dimostra però da solo un cambiamento nella popolazione.
Il 2026 segna anche i sessant'anni dell'International Waterbird Census. In Italia il monitoraggio degli uccelli acquatici è coordinato scientificamente da ISPRA da oltre trent'anni.
