Giancarlo Giorgetti ha detto venerdì 18 settembre che «lo shock delle guerre peserà sulle bollette». Parlava in collegamento da Dublino, dopo l’Eurogruppo, ai Portofino Talks. ANSA, Repubblica e Sole 24 Ore riportano le stesse frasi. Non è un decreto sulle tariffe: è un avviso politico.
All’Eurogruppo ha definito l’energia «una autentica emergenza» per competitività e conti. Ha detto di aver mandato già la lettera per la deroga al patto di stabilità sulle spese energetiche. Il tetto indicato è lo 0,6% del Pil. «Credo che la Commissione sarà aperta a concederci questo spazio».
Lo 0,6% è lo stesso ordine di grandezza citato da Elly Schlein sui 14 miliardi. Giorgetti parla di procedura già avviata, non di un via libera di Bruxelles. Distinguere la lettera italiana da un’autorizzazione Ue evita di vendere come ottenuto uno spazio ancora da concedere.
Sull’inflazione ha detto che deriva da uno shock di offerta, non da domanda da raffreddare. La stretta Bce «può contribuire, ma di per sé non risolve il problema». Se le due guerre continuano, l’inflazione «inesorabilmente è destinata ad aumentare». È una previsione del ministro, non un dato Istat.
Ha aggiunto l’onere del debito, «salito in modo preoccupante». Il carburante è già salito per le famiglie. «In prospettiva, a breve, si rifletterà inesorabilmente sulle bollette delle famiglie e delle imprese». Non ha indicato un incremento in euro o in percentuale.
Sulla Commissione e il bollo: i risparmi sui prestiti Pnrr «sono soldi nazionali, non risorse europee». Il termine per ricollocarli su altri progetti Pnrr è scaduto. Quindi, ha detto, governo e Parlamento ne dispongono. Repubblica lo colloca in risposta al faro acceso da un portavoce Ue.
Giorgetti vuole il taglio del bollo «strutturale». Ha osservato che i circa 2 miliardi del bollo hanno fatto «più clamore» dei 40-50 miliardi di tagli a tasse e contributi degli anni scorsi. L’obiettivo dichiarato è chiudere la legislatura sul manifesto elettorale, con un quadro «più complicato».
I passaggi successivi sono la risposta della Commissione sulla deroga 0,6% e i conti delle bollette nei prossimi mesi. Oggi c’è l’allarme del Mef, non un nuovo scostamento votato. L’Eurogruppo di Dublino è del 18 settembre 2026.
