«A Gaza la prima emergenza è l’acqua». Lo ha detto Hadeel Faidi, ingegnera e responsabile dei progetti di pianificazione idrica della Palestinian Water Authority, nel contesto del forum euromediterraneo sull’acqua a Roma, in un’intervista ripresa da la Repubblica e da Greenreport.
Secondo Faidi, oltre l’85% degli impianti idrici e igienico-sanitari ha subito danni. Le persone disporrebbero di meno di 6 litri d’acqua al giorno, lungi dallo standard minimo per usi essenziali. Le esigenze di ripresa e ricostruzione del settore sono stimate intorno ai 4,2 miliardi di dollari.
L’ingegnera ha chiesto leadership nazionale e titolarità locale della Palestinian Water Authority nella pianificazione, con coordinamento del WASH Cluster e dei partner internazionali. «L’acqua deve essere protetta come bene pubblico fondamentale e non usata come arma», ha sottolineato.
Il quadro si colloca in una crisi idrica prolungata nella Striscia, con reti e impianti fuori servizio e carenza di pezzi di ricambio e generatori, documentata anche da organizzazioni umanitarie negli ultimi mesi.
