Il Garante privacy ha reso parere sullo schema di decreto legislativo che attua la direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali (Atto del Governo n. 433). Il testo è in esame alle Camere prima del via libera definitivo.
La Presidenza del Consiglio ha trasmesso al Senato, il 24 settembre 2026, copia del parere reso in via d’urgenza dal Presidente del Garante il 16 settembre e soggetto a ratifica del Collegio.
In interviste e documenti dell’Autorità si chiede di estendere i limiti all’uso di sistemi automatizzati a tutte le decisioni con impatto significativo sul lavoratore, non solo al licenziamento, e di evitare algoritmi «black box» su condizioni e parità di trattamento.
Il decreto copre piattaforme che organizzano lavoro in Italia, anche con sede estera, e prestazioni interamente online. Entro il 2 dicembre 2026 va completato il recepimento europeo.
Le commissioni parlamentari hanno ripreso l’esame a fine settembre: in alcuni resoconti il voto è stato rinviato in attesa del parere privacy. Non è ancora legge vigente.
Il pezzo riporta il fatto istituzionale del parere e del percorso parlamentare; non anticipa il testo definitivo non ancora pubblicato in Gazzetta.
