Quattro opere attribuite ad Antonello da Messina sono state rubate nella notte tra il 15 e il 16 agosto dal Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, conosciuto anche come MuMe. La notizia è stata confermata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha espresso vicinanza alla città e fiducia nel lavoro delle forze di sicurezza.
Secondo Reuters e le prime ricostruzioni della stampa italiana, i responsabili sarebbero entrati nel museo durante la notte di Ferragosto, eludendo i sistemi di sicurezza. La Polizia conduce le indagini, mentre il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale collabora alle attività per individuare e recuperare i dipinti.
Tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, pala d’altare firmata e datata 1473, sono state portate via. Il complesso era stato realizzato per il monastero di Santa Maria extra moenia, distrutto dal terremoto che colpì Messina nel 1908.
La quarta opera è una piccola tavola dipinta su entrambi i lati, attribuita ad Antonello da Messina: da una parte raffigura la Madonna con il Bambino e un francescano in adorazione, dall’altra Cristo in pietà. L’opera proveniva dalla collezione Wilhelm Soldan ed era stata acquistata dalla Regione Siciliana nel 2003.
Il Polittico di San Gregorio aveva un legame unico con Messina: secondo Reuters era l’unica opera conosciuta del pittore siciliano a non avere mai lasciato la sua città natale. La sottrazione di tre pannelli priva temporaneamente il museo di una parte centrale della propria identità e di una testimonianza fondamentale del Rinascimento italiano.
Antonello, nato a Messina intorno al 1430, unì nella sua pittura l’attenzione fiamminga per luce e dettagli alla costruzione spaziale italiana. Il numero limitato di opere sopravvissute rende ogni tavola particolarmente riconoscibile e di straordinaria importanza culturale.
Gli investigatori stanno ricostruendo modalità e tempi dell’irruzione e verificando le registrazioni dei sistemi di sorveglianza. Opere tanto note sono difficili da collocare sul mercato legale: fotografie, misure, tecnica e provenienza possono essere diffuse rapidamente nelle banche dati italiane e internazionali dedicate ai beni culturali rubati.
Il ministro Giuli ha assicurato la disponibilità del Ministero della Cultura a collaborare con le autorità regionali siciliane. Al momento non sono stati comunicati arresti né il recupero delle quattro tavole; qualsiasi nuovo elemento dovrà quindi essere confermato dalle autorità responsabili dell’indagine.
