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Vittime di reato, torna al Senato la modifica costituzionale

La proposta inserisce nell'articolo 24 la frase “La Repubblica tutela le vittime di reato”. È una riforma costituzionale e segue l'iter aggravato dell'articolo 138.

26 ottobre 2026 alle ore 06:28 · Roma · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di uno sportello di assistenza alle vittime in un tribunale; scena simbolica non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
articolo 24norma da modificare
2 deliberazioniper ciascuna Camera
3 mesiintervallo minimo

Il Senato riprende dal 27 ottobre l'esame del disegno di legge costituzionale 427-731-888-891-B, che aggiunge all'articolo 24 della Costituzione una frase essenziale: “La Repubblica tutela le vittime di reato”. Il testo è già passato dalla Camera ed è tornato a Palazzo Madama.

La lettera B indica proprio una lettura successiva, ma non significa che la riforma sia già conclusa o che produca effetti immediati.

L'articolo 24 garantisce, il 26 ottobre, il diritto di agire e difendersi in giudizio, la difesa per i non abbienti e la riparazione degli errori giudiziari. Inserire un riferimento espresso alle vittime darebbe rilievo costituzionale a un soggetto che compare in molte leggi ordinarie, dalla protezione nei procedimenti penali all'accesso a informazioni, assistenza e risarcimenti.

La formula è breve e non crea da sola un catalogo dettagliato di prestazioni.

Proprio per la sua natura costituzionale, il provvedimento segue l'articolo 138: ciascuna Camera deve approvare lo stesso testo due volte, con un intervallo di almeno tre mesi tra le deliberazioni. Nella seconda votazione serve almeno la maggioranza assoluta dei componenti.

Se la legge non raggiunge i due terzi in entrambe le Camere, può essere chiesto un referendum confermativo dai soggetti indicati dalla Costituzione.

La tutela delle vittime deve convivere con la presunzione di innocenza, il diritto di difesa dell'imputato e l'indipendenza del giudice. Il riconoscimento costituzionale non trasforma una denuncia in prova e non anticipa la condanna. Può però orientare il legislatore e le amministrazioni a organizzare servizi, comunicazioni e protezioni che evitino vittimizzazione secondaria e abbandono durante procedimenti spesso lunghi.

Per ottenere conseguenze concrete servirebbero norme ordinarie, risorse e strutture. Sportelli di assistenza, sostegno psicologico, protezione dei dati, indennizzi e informazioni sugli atti processuali richiedono personale e procedure. La nuova frase potrebbe diventare un parametro per valutare leggi future e, nei limiti del sistema, per interpretare quelle esistenti. Non sostituirebbe però automaticamente regolamenti o stanziamenti mancanti.

Il testo riguarda tutte le vittime di reato, non soltanto categorie specifiche. Le esigenze possono essere molto diverse: una persona offesa da violenza domestica, da truffa, da infortunio sul lavoro o da un reato informatico non ha lo stesso bisogno operativo.

Una formula costituzionale generale lascia al Parlamento il compito di graduare strumenti e priorità, nel rispetto dell'uguaglianza e delle direttive europee sulla protezione delle vittime.

Per chi è già coinvolto in un procedimento penale continuano a valere i diritti previsti dal codice e dalle leggi vigenti. Non occorre attendere la riforma per chiedere informazioni, assistenza legale o misure di protezione già disponibili. Allo stesso tempo, non si possono rivendicare prestazioni nuove sulla base di una modifica non ancora approvata.

Lo stato corretto è: disegno di legge costituzionale all'esame del Senato.

Il prossimo passaggio da osservare è il voto e l'eventuale conferma senza modifiche. Ogni cambiamento di una parola costringerebbe l'altro ramo a pronunciarsi sul nuovo testo. Dopo le quattro deliberazioni complessive si valuteranno maggioranze, possibilità di referendum e promulgazione. Solo allora la tutela delle vittime entrerà formalmente nella Carta e inizierà il confronto sulle misure legislative necessarie a renderla effettiva.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 26 ottobre 2026 alle ore 06:28.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.