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Morti sul lavoro, alla Camera l’accesso alla difesa senza limite di reddito

La proposta C. 2904 riguarda le persone rese totalmente inabili e i familiari delle vittime decedute: costo stimato di 10 milioni annui.

19 ottobre 2026 · Roma, Camera dei deputati · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di un’avvocata che consulta documenti con un lavoratore davanti a un tribunale, senza ricostruzioni di incidenti.
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Il punto in tre dati
2904proposta Camera
10 mln €oneri annui stimati
1articolo del testo

La Camera dei deputati affronta lunedì 19 ottobre 2026 la discussione generale della proposta di legge C. 2904, che intende estendere il patrocinio a spese dello Stato a determinate vittime di reati commessi con violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il beneficio sarebbe riconosciuto senza verificare il reddito, ma soltanto nelle circostanze individuate dal testo.

La proposta, presentata il 27 aprile 2026 dalla deputata Chiara Gribaudo e da altri firmatari, interviene sull’articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 115 del 2002. La disciplina vigente ammette in linea generale al patrocinio chi rispetta una soglia economica; l’intervento parlamentare propone un’ulteriore deroga per situazioni caratterizzate da conseguenze particolarmente gravi.

Le categorie indicate sono due. La prima comprende la persona diventata totalmente inabile a seguito di un reato commesso violando disposizioni sulla sicurezza del lavoro. La seconda comprende i prossimi congiunti della vittima deceduta oppure la persona legata alla vittima da una relazione affettiva e da stabile convivenza, nei casi previsti dal codice di procedura penale.

La formula non comprende qualsiasi infortunio, né ogni malattia professionale. Il testo parla di un reato collegato alla violazione delle norme preventive e di un esito di totale inabilità o morte. L’accertamento dei presupposti conserva quindi un ruolo fondamentale per distinguere i procedimenti rientranti nella disposizione da quelli che ne rimangono esclusi.

Il valore pratico del patrocinio a spese dello Stato consiste nel permettere a soggetti aventi diritto di avvalersi di assistenza legale senza dover sostenere direttamente i costi previsti dalla disciplina. In un procedimento penale derivante da un grave incidente sul lavoro, l’accesso alla difesa può essere necessario anche ai familiari che esercitano i diritti della persona offesa deceduta.

Attualmente il limite generale di reddito imponibile indicato dalla documentazione della Camera è di 13.659,64 euro, aggiornato con un decreto del Ministero della Giustizia del 22 aprile 2025. L’ordinamento già conosce eccezioni alla soglia per diverse vittime di reato, fra le quali quelle di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori.

La nuova proposta si collocherebbe nello stesso meccanismo derogatorio. Non abolirebbe per tutti i cittadini il requisito economico, ma amplierebbe l’elenco dei soggetti che possono accedere al beneficio senza rispettarlo. Il servizio Studi della Camera richiama anche la sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2021 sul carattere non irragionevole di analoghe scelte legislative.

Il testo è composto da un solo articolo, articolato in due commi. Il primo introduce l’estensione della tutela; il secondo prevede la copertura degli oneri, valutati in 10 milioni di euro annui a partire dal 2026, attraverso una riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili previsto dalla legge di stabilità 2015.

L’iter ha già completato un passaggio parlamentare significativo. La Commissione Giustizia ha iniziato l’esame il 15 luglio e lo ha concluso il 14 ottobre senza modificare la proposta, dopo il ritiro di tutti gli emendamenti presentati. Il mandato ai relatori per riferire favorevolmente all’Assemblea è stato approvato all’unanimità in Commissione.

Quell’unanimità riguarda il mandato conclusivo della Commissione, non certifica un voto favorevole dell’intera Camera. La discussione avviata il 19 ottobre precede le ulteriori decisioni parlamentari. Per le famiglie interessate il diritto all’accesso senza limite di reddito scatterebbe soltanto dopo l’eventuale approvazione definitiva e l’entrata in vigore della norma.

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