Edmondo Cirielli ha concluso una missione di due giorni in Armenia. Lo comunica il ministero degli Esteri il 18 settembre. Il vice ministro ha tenuto consultazioni con l’omologo Vahan Kostanyan e ha incontrato Alen Simonyan, segretario del Consiglio di sicurezza armeno.
I colloqui, scrive la Farnesina, hanno messo in evidenza rapporti «in forte crescita» e il ruolo di Roma tra i principali partner commerciali di Jerevan. Il comunicato non indica l’importo dell’interscambio. In agenda anche il processo di normalizzazione con l’Azerbaigian.
I due vice ministri hanno annunciato l’apertura della nuova sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo a Jerevan. Sarà operativa dai primi di ottobre. Avrà competenza su Armenia, Kirghizistan e Tagikistan, non solo sul Caucaso.
La Farnesina la definisce un nuovo presidio della cooperazione italiana nella regione. Alla missione hanno partecipato anche l’ICCROM, il centro internazionale per il restauro dei beni culturali, e l’IDLO, organizzazione per il diritto dello sviluppo. Con loro sono in studio iniziative in Armenia su patrimonio e istituzioni. Il comunicato non pubblica accordi firmati.
Non confondere l’annuncio con un ufficio già aperto: la sede parte a ottobre. Né con un trattato di pace: la normalizzazione con Baku è «passata in rassegna», senza esito descritto. Resta un fatto politico, non un cessate-il-fuoco.
Cirielli è vice ministro, non il titolare della Farnesina. Tajani, lo stesso 18 settembre, ha ricevuto a Roma il ministro del Commercio turco Ömer Bolat, con Hormuz e Mar Rosso sul tavolo. Sono due missioni distinte.
Conferma: il comunicato MAECI in italiano e la scheda in inglese della stessa data. Nessuna cifra commerciale nel testo ufficiale. 18 settembre 2026, ore 19.50 Europe/Rome.
Restano fuori da questo pezzo le indiscrezioni su Barbara D’Urso a Ballando: niente annuncio Rai. La TARI, invece, è coperta a parte con il decreto 147 già in Gazzetta.
