Il ministero del Commercio cinese ha criticato l'ordine statunitense che vieta DeepSeek nei sistemi informatici delle agenzie federali civili. Pechino sostiene che la decisione danneggi le imprese cinesi e ignori le intese raggiunte fra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump.
Il Dipartimento della Sicurezza interna degli Stati Uniti ha ordinato la rimozione dei prodotti DeepSeek e dei servizi di terzi che utilizzano il modello. L'acquisto di soluzioni sviluppate con quella tecnologia è inoltre vietato alle amministrazioni civili interessate dalla direttiva.
Washington indica diversi possibili vettori di minaccia. Secondo il dipartimento, l'uso da parte di dipendenti o fornitori pubblici potrebbe trasferire dati sensibili in Cina, produrre informazioni utilizzabili contro soggetti statunitensi oppure introdurre vulnerabilità e codice dannoso.
L'ordine riguarda i sistemi delle agenzie civili federali e non equivale a un divieto generale per tutti gli utenti statunitensi. La distinzione definisce la portata della misura, che si concentra sulle infrastrutture pubbliche e sulle catene di fornitura informatiche del governo.
La Cina chiede agli Stati Uniti di correggere quella che definisce una pratica discriminatoria e di revocare le restrizioni. Il ministero ha aggiunto che seguirà gli sviluppi e adotterà le misure ritenute necessarie per tutelare gli interessi delle aziende nazionali.
L'intervento amplia restrizioni già adottate da alcuni uffici federali, dalla Marina e da diversi Stati americani. La nuova direttiva rende però il perimetro più sistematico perché copre anche prodotti di terzi costruiti sopra il modello, non soltanto l'applicazione originaria.
Il punto tecnico più delicato è l'identificazione delle dipendenze incorporate in servizi esterni. Un'agenzia può non usare direttamente DeepSeek ma acquistare software che lo integra; per questo la verifica deve includere fornitori, modelli sottostanti e flussi di dati.
Le autorità statunitensi presentano i rischi come motivo dell'ordine, ma la loro valutazione non dimostra che ogni utilizzo abbia provocato un trasferimento illecito. La misura opera in via preventiva sulla base della possibile esposizione di informazioni governative e della difficoltà di controllare l'intera filiera.
Il confronto si inserisce nella competizione più ampia su intelligenza artificiale, semiconduttori e standard di sicurezza. Le prossime indicazioni attese riguardano tempi di rimozione, controlli sui contratti e modalità con cui le agenzie dimostreranno di aver eliminato anche le integrazioni indirette.
La direttiva comprende modelli incorporati in servizi acquistati da terzi, un perimetro più complesso del semplice blocco di un sito. I responsabili informatici dovranno censire applicazioni, interfacce e componenti che possono inviare richieste alla tecnologia cinese.
DeepSeek distribuisce anche modelli con licenze aperte, utilizzabili su infrastrutture controllate dall'organizzazione. L'ordine statunitense considera tuttavia rischi più ampi della sola collocazione dei server, compresa la provenienza del modello e la sicurezza della catena software.
Pechino collega la protesta al dialogo bilaterale sull'intelligenza artificiale. Washington, invece, presenta il provvedimento come protezione dei sistemi pubblici; le due letture mostrano come una misura tecnica sia diventata anche materia diplomatica e commerciale.
