Secondo la Supermedia YouTrend/Agi, i quattro partiti di governo sono stimati al 40,7 per cento. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati scendono, per la prima volta in questa legislatura, sotto il 41 per cento. La media è ponderata il 17 settembre su sondaggi realizzati dal 2 al 16 settembre.
Fratelli d’Italia resta primo, al 26,6 per cento, tre decimali in meno rispetto al 10 settembre. Il Partito Democratico è secondo, al 21,1. Il Movimento 5 Stelle sale al 12,5, con un progresso di quattro decimali, il più ampio tra le forze principali.
Futuro Nazionale, la lista di Roberto Vannacci, è stimato al 7,7 e diventa il quarto partito, tre decimali sopra Forza Italia, ferma al 7,4. La Lega resta al 5,6. Noi Moderati è all’1,1. I decimali descrivono intenzioni di voto, non un risultato elettorale.
Le somme di coalizione sono aggregazioni, non uno schema di liste già depositato. FdI, FI, Lega e Noi Moderati totalizzano il 40,7. Se a quella somma si aggiungesse Futuro Nazionale, il totale indicato nella rilevazione salirebbe al 48,4. Nessuna delle due ipotesi coincide con un voto già tenuto.
Sul versante opposto, PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sommano il 40 per cento. Con Italia Viva e +Europa la somma sale al 43,8. Anche qui si tratta di una somma di intenzioni, non di una coalizione unica presentata agli elettori.
Il testo elettorale approvato dal Senato prevede un premio di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che raggiunge almeno il 42 per cento in entrambe le Camere. Se la soglia manca, i seggi restano proporzionali. Il provvedimento non è ancora legge: deve tornare identico alla Camera.
Azione è stimata al 3,3, in calo di quattro decimali. Italia Viva è al 2,3 e +Europa all’1,5. Il Partito Liberaldemocratico entra nella serie all’1,4. Queste forze restano fuori dalle due somme di coalizione usate sopra.
I sondaggi della ponderazione provengono da Emg, Ixè, Noto, Only Numbers, Piepoli, Swg, Tecnè e YouTrend. Le schede metodologiche sono nel registro ufficiale. La differenza tra 40,7 e 42 resta, per ora, un confronto tra stime e una riforma ancora in esame.
