Il piano industriale di Beko per l'Italia resta formalmente confermato, ma procede con ritardi negli investimenti e negli obiettivi economici. Al tavolo dell'8 ottobre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha richiamato il gruppo al rispetto degli impegni sottoscritti nel 2025.
L'azienda ha collegato il rallentamento al peggioramento del mercato europeo degli elettrodomestici, che sta riducendo i volumi produttivi. Ha inoltre riferito che continuano la riorganizzazione dei siti e la gestione degli esuberi previsti dal piano.
La novità più concreta riguarda Siena. Secondo quanto comunicato dal Mimit, Leonardo ha manifestato la disponibilità a valutare un proprio presidio industriale nel sito Beko, capace di assorbire una parte significativa degli occupati.
L'ipotesi non equivale ancora a un insediamento deciso. Il progetto dovrebbe essere inserito in un cluster più ampio, con la partecipazione di altre imprese; devono quindi essere definiti attività, investimenti, tempi e numero effettivo di lavoratori coinvolti.
Le organizzazioni sindacali hanno segnalato criticità sia nell'avanzamento degli investimenti sia nelle iniziative commerciali del gruppo. Hanno chiesto al Ministero di favorire un confronto diretto con la proprietà turca, passaggio sul quale il Mimit ha assunto un impegno.
Il ministro Adolfo Urso ha inoltre sollecitato misure europee per rendere sostenibile la produzione di elettrodomestici nel continente. Ha richiamato il documento promosso dall'Italia con Germania, Francia, Polonia, Spagna e Slovacchia e la necessità di una risposta alla sovrapproduzione cinese.
Questa parte del confronto riguarda la politica industriale europea e non modifica da sola gli obblighi del piano italiano. Per i lavoratori contano soprattutto l'esecuzione degli investimenti già concordati, il carico produttivo assegnato agli stabilimenti e la trasformazione dell'ipotesi su Siena in un progetto verificabile.
Il tavolo sarà aggiornato tra circa venti giorni con un esame dedicato a ciascun sito italiano. Quella riunione dovrà misurare gli avanzamenti effettivi e chiarire quanto l'eventuale intervento di Leonardo possa contribuire alla continuità produttiva e occupazionale.
