Gli elettori di Granze e Sant’Elena hanno approvato la proposta di fondere i due Comuni padovani nel nuovo ente denominato Atesia. Nel referendum consultivo del 25 e 26 ottobre il Sì ha prevalso in entrambe le comunità: 583 voti favorevoli e 474 contrari a Granze, 622 favorevoli e 433 contrari a Sant’Elena.
Nel complesso i Sì sono stati 1.205 contro 907 No, circa il 57 per cento dei voti validi.
A Granze hanno votato 1.063 elettori, pari al 64,77 per cento degli aventi diritto. A Sant’Elena la partecipazione è stata più bassa, intorno al 47 per cento, ma il risultato favorevole è rimasto netto. Le schede bianche o nulle non modificano il confronto tra Sì e No.
Il dato decisivo è che la proposta ha ottenuto consenso sia nel totale sia separatamente nei due Comuni coinvolti.
Il quesito chiedeva di esprimersi sul progetto di legge regionale n. 85 per istituire Atesia mediante fusione di Granze e Sant’Elena. La Giunta veneta aveva convocato la consultazione con la deliberazione n. 795 del 28 luglio 2026, dopo il passaggio nella commissione competente.
Il voto era consultivo: orienta e legittima la scelta politica, ma non produce da solo la soppressione dei due enti esistenti.
Il prossimo passaggio spetta al Consiglio regionale del Veneto, che dovrà esaminare e approvare la legge di fusione. Il testo dovrà stabilire la data di istituzione del nuovo Comune, successione nei rapporti giuridici, organi transitori, sede, statuto e continuità dei servizi. Fino all’entrata in vigore della legge, Granze e Sant’Elena restano Comuni distinti con amministrazioni, bilanci e uffici propri.
Per i residenti non cambia quindi nulla nell’immediato su documenti, tributi locali, residenza o accesso agli sportelli. Carta d’identità, certificati e pratiche continuano a seguire gli uffici attuali. Le eventuali modifiche arriveranno soltanto con il calendario attuativo della legge e dovranno essere comunicate dai Comuni e dalla Regione. Non è necessario richiedere nuovi documenti per il solo esito del referendum.
La fusione potrà portare un unico bilancio, un solo consiglio comunale e una struttura amministrativa condivisa. Le modalità con cui saranno mantenuti presìdi e servizi nei due territori dipenderanno dallo statuto e dagli atti successivi. Anche contributi e incentivi annunciati per le fusioni dovranno essere verificati nei provvedimenti di finanza pubblica: il voto favorevole non accredita automaticamente somme ai cittadini.
La lettura dei risultati richiede attenzione ai dati ufficiali di ciascun Comune. A Granze il portale istituzionale ha pubblicato votanti e voti validi; a Sant’Elena sono stati comunicati 622 Sì e 433 No. La somma offre il quadro complessivo, ma nella fase legislativa conta anche l’espressione distinta delle comunità.
In questo caso entrambe hanno scelto la stessa direzione, riducendo il principale ostacolo politico al progetto.
Ora cittadini e dipendenti comunali dovranno seguire l’iter della legge e i relativi allegati, non affidarsi soltanto al nome approvato alle urne. Le decisioni su uffici, personale, patrimonio, debiti, regolamenti e prime elezioni saranno quelle con effetti concreti.
Il referendum ha aperto la strada ad Atesia; la nascita effettiva avverrà solo quando la Regione completerà il procedimento normativo e fisserà tempi e regole della transizione.
