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Argentina, archiviata l'indagine penale su Milei e la memecoin $LIBRA

Il giudice non ha ravvisato elementi sufficienti per una frode. La decisione riguarda questo procedimento penale e non trasforma la promozione del token in un investimento sicuro.

24 ottobre 2026 alle ore 22:28 · Buenos Aires · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Ritratto sintetico editoriale IA di Javier Milei con un token digitale sfocato; non è una fotografia del procedimento.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
febbraio 2025promozione del token
3 personeMilei, la sorella e Davis
0frodi provate nel fascicolo

Un giudice federale argentino ha archiviato l'indagine penale sul presidente Javier Milei, sulla sorella Karina e sull'imprenditore statunitense Hayden Davis per il caso della memecoin $LIBRA. La decisione, resa nota attraverso gli atti giudiziari, conclude che gli elementi raccolti non dimostrano l'esistenza di una frode attribuibile agli indagati.

Il caso era iniziato dopo che Milei aveva promosso il token su X nel febbraio 2025. Il prezzo era salito rapidamente e poi era crollato dopo la cancellazione del messaggio. Il presidente aveva sostenuto di non conoscere i dettagli del progetto e di aver interrotto la promozione quando ne aveva compreso meglio la natura.

Il giudice Marcelo Martínez de Giorgi ha riconosciuto che la carica istituzionale di Milei poteva aumentare l'impatto del lancio. Ha però ritenuto che questa capacità di amplificazione non bastasse, da sola, a configurare uno schema fraudolento. Anche la procura aveva chiesto la chiusura del fascicolo.

L'archiviazione non equivale a una certificazione della qualità del token né a un giudizio favorevole sulla condotta comunicativa. Stabilisce soltanto che, nel procedimento esaminato e sulla base degli elementi disponibili, non sono risultati provati i reati contestati. Eventuali iniziative civili o politiche seguono percorsi diversi.

All'epoca del crollo, ricercatori blockchain avevano segnalato il ritiro di circa 99 milioni di dollari in criptovalute da portafogli collegati al creatore del token. Quel dato alimentò l'ipotesi di un cosiddetto rug pull, ma un'ipotesi tecnica e mediatica non sostituisce la prova richiesta in sede penale.

Hayden Davis, che si era definito consulente per il lancio e aveva ammesso di detenere una somma vicina ai 100 milioni di dollari dopo il crollo, ha sempre negato condotte illecite. Il provvedimento ha chiuso l'indagine anche nei suoi confronti.

Per il pubblico italiano la vicenda è un caso di studio sul peso delle parole dei leader nei mercati digitali. Un post di una figura pubblica può spostare liquidità in pochi minuti, mentre tutele, trasparenza e responsabilità restano difficili da applicare a token globali e piattaforme decentralizzate.

La decisione può essere contestata attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento argentino, e il dibattito politico resta acceso. Alcune parti hanno criticato l'ampiezza delle verifiche svolte, mentre Milei ha presentato il provvedimento come conferma della propria estraneità. Queste reazioni non modificano il contenuto dell'atto: per descriverlo occorre distinguere la motivazione giudiziaria dalle letture dei sostenitori e degli oppositori.

La lezione pratica non cambia con l'esito giudiziario: le memecoin sono strumenti ad altissima volatilità, spesso privi di flussi economici sottostanti. L'archiviazione di un fascicolo non riduce il rischio di perdita e non garantisce liquidità o controlli.

Prima di acquistare servono verifiche indipendenti e la consapevolezza che il capitale può azzerarsi. La notorietà di chi ne parla non è una garanzia, nemmeno quando ricopre un incarico istituzionale di primo piano.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 24 ottobre 2026 alle ore 22:28.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.