Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha chiesto a New York la piena attuazione della roadmap internazionale per Gaza. L’intervento è stato pronunciato il 22 settembre durante una riunione ad alto livello a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite; il testo è stato pubblicato il 23 settembre.
Costa ha indicato quattro passaggi: disarmo di Hamas, ritiro di Israele, dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione e ingresso a Gaza di un comitato nazionale incaricato dell’amministrazione. Si tratta della posizione espressa dal presidente del Consiglio europeo, non dell’annuncio di un nuovo accordo raggiunto durante la riunione.
Nel discorso, Costa ha sostenuto che l’accesso degli aiuti resta insufficiente e ha richiamato la condizione di circa due milioni di persone esposte a un altro inverno tra tende e macerie. Il dato e la valutazione sono attribuiti all’intervento istituzionale dell’Unione europea.
Per la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, Costa ha denunciato gli ostacoli quotidiani alla soluzione dei due Stati. Ha ribadito la posizione europea a favore di Israele e di uno Stato palestinese indipendente, democratico, contiguo, sovrano e sostenibile, capaci di vivere fianco a fianco in sicurezza e con reciproco riconoscimento.
La riunione è stata co-organizzata da Francia, Regno Unito e Canada nel quadro della settimana di alto livello dell’ONU. Il governo britannico aveva confermato la partecipazione al vertice dedicato alla soluzione dei due Stati; l’attuazione concreta dei passaggi citati dipenderà dalle decisioni dei soggetti coinvolti e dagli organismi internazionali competenti.
