Approfondimento · Economia

TAN e TAEG: differenze, costi inclusi e confronto corretto

Il TAN misura gli interessi del finanziamento; il TAEG annualizza gli interessi e molti costi obbligatori. Capire che cosa includono permette di confrontare mutui, prestiti e acquisti a rate senza fermarsi alla rata pubblicizzata.

Guida aggiornata il 4 ottobre 2026 · Pubblicata il 4 ottobre 2026 · 18 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Illustrazione editoriale IA di una cliente e una consulente che confrontano due offerte di finanziamento con documenti e calcolatrice.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

La differenza tra TAN e TAEG è questa: il TAN esprime il tasso annuo degli interessi, mentre il TAEG sintetizza su base annua il costo complessivo del credito, includendo gli interessi e molte spese necessarie per ottenere il finanziamento. Per confrontare due offerte, il TAEG è quindi l’indicatore più ampio; per capire come si formano gli interessi della rata, serve il TAN.

I due valori non sono alternativi. Rispondono a domande diverse e vanno letti insieme a importo, durata, numero delle rate, totale dovuto e condizioni contrattuali. Un prestito può avere un TAN basso ma costi di istruttoria, incasso o assicurazione obbligatoria tali da alzare sensibilmente il TAEG.

Nemmeno il TAEG racconta tutto: non comprende ogni spesa possibile e non misura da solo la sostenibilità della rata, il rischio di un tasso variabile o il costo di un eventuale ritardo. La decisione corretta nasce dal documento personalizzato, non da una percentuale isolata.

La risposta in breve

TAN = interessi. TAEG = interessi più molti costi obbligatori, trasformati in un tasso annuo comparabile. A parità di importo, durata e modalità di rimborso, un TAEG più basso segnala in genere un costo complessivo inferiore; prima di decidere bisogna comunque verificare ciò che resta escluso.

Che cos’è il TAN e come funziona

TAN significa Tasso Annuo Nominale. La Banca d’Italia lo descrive come il “tasso di interesse puro” applicato al credito concesso: indica, in percentuale annua, il prezzo del denaro preso in prestito. Non comprende commissioni e spese accessorie.

Il TAN serve a calcolare la quota interessi delle rate. In un piano di ammortamento alla francese, molto diffuso nei mutui e nei prestiti italiani, ogni rata contiene capitale e interessi: all’inizio la quota interessi è maggiore, poi diminuisce perché il debito residuo si riduce. Il TAN può restare identico, mentre cambia la composizione interna della rata.

“Annuo nominale” non significa che l’interesse venga necessariamente pagato una volta all’anno. Se le rate sono mensili, il contratto applica le regole previste alla periodicità mensile. La frequenza delle rate e la capitalizzazione sono tra le ragioni per cui il TAN non coincide con un indicatore complessivo del costo.

TAN fisso e TAN variabile

In un finanziamento a tasso fisso il TAN contrattuale resta invariato per il periodo stabilito. Nei mutui il prezzo può essere costruito, prima della firma, a partire da un riferimento come l’IRS o Eurirs più lo spread della banca.

In un finanziamento variabile il TAN può cambiare seguendo un indice, spesso l’Euribor, più lo spread. La formula, la periodicità di revisione, l’eventuale soglia minima o massima e il parametro esatto devono essere indicati nei documenti.

Il TAN permette quindi di capire il prezzo degli interessi, ma non basta per conoscere quanto costerà ottenere e gestire il credito. Per questo un annuncio “TAN 0%” non implica automaticamente un finanziamento gratuito.

Che cos’è il TAEG e perché è più completo

TAEG significa Tasso Annuo Effettivo Globale. È un indicatore percentuale del costo totale del credito su base annua. Include il TAN e gli altri costi che, secondo le regole applicabili, il consumatore deve sostenere e che il finanziatore conosce.

Il TAEG non si ottiene semplicemente sommando al TAN una percentuale di spese. Il calcolo considera i flussi nel tempo: quanto denaro viene effettivamente messo a disposizione, quando vengono pagate rate e commissioni, quanto dura il contratto e quali costi sono obbligatori. Tecnicamente è il tasso che rende equivalenti i prelievi di credito e i rimborsi previsti.

Una spesa pagata subito pesa in modo diverso dalla stessa somma distribuita su molti anni. Lo stesso costo fisso incide inoltre di più su un prestito piccolo che su uno grande. Ecco perché non si può ricavare con precisione il TAEG guardando soltanto TAN e totale delle commissioni.

La normativa impone che il TAEG compaia nella pubblicità quando contiene cifre sul costo del credito, nei documenti informativi e nel contratto. Per il credito ai consumatori il documento chiave è il SECCI; per il credito immobiliare ai consumatori è il PIES.

Il TAEG presuppone che il contratto venga rispettato

Le disposizioni di trasparenza della Banca d’Italia precisano che il calcolo assume che il contratto resti valido per la durata concordata e che le parti rispettino gli obblighi nei termini stabiliti. Di conseguenza non incorpora i costi prodotti da ritardi, inadempimenti o altre violazioni contrattuali.

Per alcune voci future non quantificabili si applicano ipotesi previste dalle regole. Nei prodotti variabili, quindi, il TAEG è una fotografia costruita con le condizioni e le assunzioni disponibili: non promette quale sarà il costo effettivo se l’indice cambierà.

Quali costi entrano nel TAEG e quali restano fuori

La regola generale è che nel TAEG entrano interessi, commissioni, imposte e altre spese che il consumatore deve pagare in relazione al contratto e che sono note al finanziatore. Rientrano anche i servizi accessori obbligatori per ottenere il credito o ottenerlo alle condizioni offerte.

La presenza effettiva di ogni voce dipende dal prodotto e dalle condizioni contrattuali.
Di norma inclusi nel TAEGDi norma esclusi dal TAEG
Interessi calcolati con il TANInteressi di mora e penali per inadempimento
Istruttoria e apertura della praticaCosti dovuti perché il cliente non rispetta il contratto
Commissioni di incasso o gestione della rataServizi e assicurazioni realmente facoltativi
Imposte connesse al finanziamentoSpese della compravendita, come il trasferimento del bene
Compensi di intermediari del credito, se notiOnorari notarili
Assicurazioni obbligatorie per ottenere il credito o quelle condizioniCosti del conto di pagamento, quando l’apertura non è obbligatoria e sono separati
Perizia, quando necessaria per il mutuoCosti eventuali non quantificabili secondo le regole applicabili

La distinzione tra obbligatorio e facoltativo è decisiva. Se una polizza è necessaria per ottenere il finanziamento o il tasso pubblicizzato, il relativo costo noto deve concorrere al TAEG. Se è davvero opzionale e il cliente può rifiutarla senza perdere il credito o le condizioni, normalmente resta fuori.

Anche un conto può incidere. Quando aprirlo è obbligatorio per gestire il credito, i costi pertinenti possono entrare nel calcolo; se il conto non è richiesto e le spese sono indicate separatamente, il trattamento è diverso. Conviene chiedere una conferma scritta, non basarsi su formule verbali.

Nei mutui la perizia richiesta dal finanziatore è inclusa nel TAEG, mentre gli onorari notarili sono esclusi. Ciò non rende il notaio “gratuito”: significa soltanto che quella spesa va aggiunta separatamente quando si calcola la liquidità necessaria per l’operazione.

Esempio numerico: stesso TAN, TAEG diverso

Immaginiamo un prestito di 10.000 euro da restituire in 60 rate mensili con TAN fisso del 6%. Senza costi aggiuntivi, la rata teorica è circa 193,33 euro. Ora confrontiamo due offerte ipotetiche.

Esempio didattico arrotondato; non è un preventivo né un calcolo contrattuale.
VoceOfferta AOfferta B
Importo nominale10.000 €10.000 €
Durata e TAN60 mesi · 6%60 mesi · 6%
Istruttoria iniziale250 €50 €
Imposta iniziale16 €0 € nell’esempio
Incasso rata2,50 € al mese0 €
Esborso mensile195,83 €193,33 €
TAEG indicativocirca 7,94%circa 6,39%

Il TAN è identico, ma l’offerta A mette a disposizione una somma netta minore per effetto dei costi iniziali e richiede una commissione a ogni rata. Il suo costo annualizzato risulta quindi più alto. Il TAEG rende visibile una differenza che il TAN da solo non mostra.

Perché è solo un esempio

Il calcolo reale dipende dalle date precise, dall’erogazione effettiva, dall’arrotondamento, dalle imposte applicabili e da tutte le voci contrattuali. Il valore da usare è quello riportato nel SECCI o nel PIES dell’offerta personalizzata.

Se l’importo fosse molto più alto o la durata diversa, le stesse spese fisse produrrebbero un altro TAEG. Perciò è corretto confrontare percentuali riferite allo stesso importo, alla stessa durata e a una struttura di rimborso comparabile.

Come confrontare due finanziamenti in modo corretto

Il primo passo è rendere omogenei i preventivi: stessa somma ricevuta, stessa durata, stessa periodicità delle rate e, quando possibile, stessa data. Confrontare un prestito di cinque anni con uno di sette soltanto attraverso il TAEG può nascondere il fatto che il secondo costa più euro perché il debito resta aperto più a lungo.

Il secondo passo è affiancare quattro numeri: TAN, TAEG, rata e importo totale dovuto. Il TAN spiega gli interessi; il TAEG rende comparabili molti costi; la rata misura l’impegno mensile; il totale dovuto mostra quanti euro verranno restituiti secondo il piano.

Il terzo passo è leggere ciò che non entra nel TAEG. Vanno annotati costi notarili, spese facoltative che si intende comunque sostenere, conseguenze di ritardi, condizioni di rimborso anticipato e costi che possono cambiare.

Infine occorre verificare i requisiti dell’offerta. Un tasso promozionale può dipendere dall’accredito dello stipendio, dall’apertura di un conto, dalla sottoscrizione di una polizza o da un rapporto tra prestito e valore dell’immobile. Se il requisito ha un costo obbligatorio, deve essere considerato nel TAEG secondo le regole; se viene meno, bisogna sapere che cosa succede.

Le domande da portare in filiale

  • Qual è la somma netta che riceverò davvero?
  • Quali costi sono già inclusi nel TAEG e quali devo aggiungere?
  • Una polizza, un conto o un altro servizio sono obbligatori?
  • Il tasso è fisso o può cambiare? Con quale indice e frequenza?
  • Qual è l’importo totale dovuto e quante rate pagherò?
  • Che cosa accade in caso di rimborso anticipato o ritardo?

TAN e TAEG nei mutui: leggere il PIES

Per il credito immobiliare ai consumatori il documento centrale è il PIES, Prospetto Informativo Europeo Standardizzato. Viene consegnato gratuitamente in forma personalizzata prima della firma e permette di confrontare caratteristiche, tasso, rate, costi, TAEG, garanzie e rischi.

Nel mutuo fisso il TAN può essere già definito oppure costruito con un parametro come l’IRS e uno spread. Nel variabile il TAN segue di norma un indice come l’Euribor più lo spread. Il TAEG incorpora il costo del finanziamento secondo le ipotesi regolamentari, ma nel variabile non prevede i valori futuri dell’indice.

Due mutui con lo stesso TAN possono avere TAEG diversi per istruttoria, perizia, gestione della rata, imposta o servizi obbligatori. Viceversa, un mutuo con TAN leggermente più alto può risultare competitivo se ha spese minori. Il confronto va svolto sui PIES aggiornati e riferiti allo stesso capitale e alla stessa durata.

Il TAEG del mutuo esclude gli onorari notarili e non riassume le imposte e le spese proprie dell’acquisto della casa. Prima del rogito serve quindi un prospetto di cassa separato: anticipo, imposte della compravendita, notaio, eventuale agenzia e somme da versare al momento della stipula.

Prestiti personali, acquisti a rate e offerte “TAN zero”

Nel credito ai consumatori il SECCI, documento con le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori, deve essere consegnato gratuitamente prima della firma. Riporta finanziatore, importo, durata, rate, TAN, TAEG, costi, garanzie e diritti, compresi recesso e rimborso anticipato.

Un prestito personale può includere istruttoria, bollo, commissioni di incasso e una polizza. Se queste voci sono obbligatorie per ottenere il credito o le condizioni offerte, concorrono al TAEG. Chiedere il SECCI consente di distinguere il prezzo pubblicitario dalla proposta realmente disponibile per il cliente.

TAN 0% non significa sempre TAEG 0%

Nei finanziamenti collegati all’acquisto di un bene, “TAN zero” significa che non vengono addebitati interessi nominali. Possono però esistere spese iniziali, commissioni sulle rate o altri costi obbligatori: in quel caso il TAEG è superiore a zero.

Un’offerta è realmente senza costo del credito soltanto se anche il TAEG è pari a zero e non vengono richieste altre somme obbligatorie legate al finanziamento. Resta utile confrontare anche il prezzo del bene: uno sconto per pagamento immediato, se disponibile, può cambiare la convenienza economica complessiva.

La rata piccola non è una prova di convenienza. Può derivare da una durata più lunga, che riduce l’esborso mensile ma aumenta il numero dei pagamenti e spesso il totale restituito.

Che cosa il TAEG non dice

Il TAEG è un indicatore potente, non un giudizio universale. Non dice se la rata è sostenibile rispetto al reddito, quanto margine resterà per imprevisti e spese essenziali, né se la durata è coerente con il progetto familiare.

Non misura il rischio che un tasso variabile salga. Il valore viene calcolato con le ipotesi previste al momento dell’offerta; il costo effettivo può cambiare quando cambia l’indice. Per valutare quel rischio occorre simulare rate più alte e leggere gli eventuali limiti contrattuali.

Non incorpora mora e penali dovute a inadempimenti. Queste voci devono comunque essere lette prima della firma, perché un ritardo può produrre costi e conseguenze sul rapporto creditizio.

Non sostituisce l’importo totale dovuto. Tra due offerte con durata diversa, il TAEG aiuta a leggere il costo annualizzato, ma il numero di anni determina per quanto tempo si pagheranno interessi e spese. Percentuale, euro e tempo vanno tenuti insieme.

Gli errori più comuni

Guardare soltanto la rata

Una rata più bassa può nascondere una durata maggiore. Bisogna confrontare anche totale dovuto, TAN, TAEG e numero dei pagamenti.

Confrontare TAN e TAEG come se fossero due offerte

Il TAN è una componente del TAEG, non un concorrente. È normale che il TAEG sia più alto quando esistono costi aggiuntivi; la differenza non è un sovrapprezzo misterioso, ma l’effetto annualizzato delle altre voci.

Presumere che ogni assicurazione sia inclusa

Conta se il servizio è obbligatorio per ottenere il credito o le condizioni. Una copertura facoltativa può rimanere fuori dal TAEG pur rappresentando un esborso scelto dal cliente.

Usare un calcolatore online come fosse il contratto

Un simulatore può aiutare, ma non conosce necessariamente date, imposte, arrotondamenti e costi del prodotto. Il valore ufficiale è quello della documentazione personalizzata.

Ignorare la data del preventivo

Nei prodotti collegati a parametri di mercato, le condizioni possono cambiare tra simulazione e offerta vincolante. I confronti devono essere aggiornati e riportare regole di validità e rilevazione.

Domande frequenti su TAN e TAEG

Il TAEG è sempre più alto del TAN?

Di regola sì quando esistono costi obbligatori ulteriori agli interessi. In un finanziamento realmente privo di altre spese i valori possono risultare uguali o molto vicini, tenendo conto delle regole di calcolo e della periodicità.

Quale dei due devo guardare per scegliere?

Per il confronto complessivo è più utile il TAEG; per capire il tasso degli interessi serve il TAN. La scelta deve considerare anche rata, totale dovuto, durata, rischi e costi esclusi.

Perché due prestiti con lo stesso TAN hanno TAEG diversi?

Perché cambiano spese iniziali, commissioni periodiche, imposte, assicurazioni obbligatorie, momento dei pagamenti o somma netta disponibile.

Il TAEG comprende l’assicurazione?

La comprende quando la polizza è obbligatoria per ottenere il credito o ottenerlo alle condizioni offerte e il costo è noto. Una polizza davvero facoltativa normalmente non entra.

Il notaio è incluso nel TAEG del mutuo?

No: gli onorari notarili sono esclusi dal TAEG. Devono essere aggiunti separatamente al budget necessario per acquisto e finanziamento.

Un finanziamento TAN zero è gratuito?

Non necessariamente. Se ci sono spese obbligatorie, il TAEG sarà superiore a zero. Per parlare di credito senza costo occorre verificare TAEG zero e assenza di altri oneri legati al finanziamento.

Il TAEG di un tasso variabile resterà quello indicato?

Non è garantito. È calcolato con le ipotesi regolamentari e le condizioni disponibili; se l’indice cambia, cambiano rate e costo effettivo.

Dove trovo il TAEG corretto?

Nel SECCI per il credito ai consumatori e nel PIES per il credito immobiliare, oltre che nella documentazione contrattuale. Va usato il documento personalizzato e aggiornato.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 4 ottobre 2026, ore italiane.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.