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ZTE Italia, sciopero e presìdi contro 81 licenziamenti

I sindacati hanno proclamato lo stop per l’intero turno e manifestazioni in quattro città. La procedura riguarda 81 addetti su 177; l’azienda non ha commentato a RaiNews.

20 ottobre 2026 alle ore 20:02 · Milano · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Lavoratori delle telecomunicazioni in una manifestazione pacifica a Milano; illustrazione editoriale IA non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
81addetti coinvolti
177dipendenti in Italia
4città con proteste

Le lavoratrici e i lavoratori di ZTE Italia hanno scioperato il 20 ottobre per l’intero turno contro la procedura di licenziamento che, secondo sindacati e RaiNews, coinvolge 81 addetti su 177. Alla mobilitazione nazionale si sono affiancati presìdi a Milano, Roma, Pozzuoli e Padova.

A Milano il presidio era convocato dalle 9 alle 11 davanti alla sede di via Gattamelata 34. La protesta è stata promossa da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. I sindacati contestano la dimensione degli esuberi e chiedono soluzioni che evitino l’uscita di quasi metà del personale italiano.

RaiNews riferisce che 25 dei posti interessati si trovano a Roma. La stessa testata ricorda che la presenza della multinazionale delle telecomunicazioni in Italia aveva raggiunto circa 350 dipendenti negli anni successivi alla fusione Wind Tre, prima di un progressivo ridimensionamento.

Il confronto sindacale si è chiuso a fine settembre con un verbale di mancato accordo. Le organizzazioni dei lavoratori sostengono che i licenziamenti potrebbero concentrarsi entro la fine dell’anno nell’area Engineering and Services, composta da competenze tecniche considerate di alto valore per la rete e l’assistenza.

Tra i punti contestati figurano anche le condizioni per continuare a lavorare a distanza o da sedi diverse dai principali poli aziendali. I rappresentanti dei lavoratori chiedono di usare tutti gli strumenti disponibili, compresi ricollocazione, formazione e organizzazione flessibile, prima di procedere con licenziamenti individuali.

Le ragioni dell’impresa non risultano illustrate in una dichiarazione pubblica allegata alla procedura. RaiNews ha scritto che ZTE ha scelto di non commentare per ragioni di policy. Questo limita la possibilità di confrontare nel dettaglio numeri, motivazioni industriali e alternative proposte dalle due parti.

Lo sciopero non equivale alla chiusura dell’azienda né rende definitivi gli 81 licenziamenti. È uno strumento di pressione durante una vertenza ancora aperta. Gli esiti dipenderanno da eventuali nuovi incontri, dalle procedure previste dalla legge e dalle decisioni che impresa e rappresentanze prenderanno dopo la mobilitazione.

Per i dipendenti coinvolti restano centrali le comunicazioni formali ricevute dall’azienda e dai sindacati. Date, platea e condizioni possono cambiare durante il negoziato. Annunci non ufficiali o conteggi parziali non sostituiscono lettere individuali, accordi collettivi o verbali sottoscritti dalle parti.

La vertenza tocca un settore più ampio della singola impresa. I sindacati collegano gli esuberi alla riduzione degli investimenti e alla pressione sui costi nelle telecomunicazioni, mentre chiedono una politica industriale che conservi competenze ingegneristiche in Italia. Questa è una valutazione sindacale, non una conclusione indipendente sui conti di ZTE.

La notizia verificabile del 20 ottobre è quindi la mobilitazione nazionale con manifestazioni in quattro città e la procedura indicata in 81 posizioni. L’assenza di un commento aziendale impedisce di considerare definitive le ricostruzioni sulle motivazioni. I prossimi passaggi utili saranno convocazioni ufficiali, eventuali accordi e comunicazioni della società.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 20 ottobre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.