Almeno 18 persone sono state uccise lunedì 19 ottobre in un attacco attribuito agli Houthi contro un campo di addestramento delle forze di sicurezza governative nella provincia yemenita di Shabwa. Il bilancio è stato riferito a Reuters da quattro fonti governative e sanitarie e non risulta ancora accompagnato da un comunicato pubblico completo delle autorità.
Secondo le fonti, il gruppo allineato all’Iran avrebbe lanciato tre missili balistici mentre nel campo era in corso un’esercitazione. Shabwa si trova nello Yemen centro-meridionale, lungo la costa, ed è una provincia importante anche per le sue risorse energetiche. L’identificazione delle armi e la sequenza precisa dell’attacco richiedono ulteriori conferme indipendenti.
La nuova offensiva arriva durante una fase di combattimenti più intensi fra gli Houthi e il governo riconosciuto a livello internazionale, sostenuto da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Le due parti hanno ripreso a scambiarsi attacchi dopo l’avanzata di settembre verso territori vicini allo stretto di Bab el-Mandeb.
Il passaggio marittimo collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è decisivo per le rotte commerciali internazionali. La sua vicinanza attribuisce agli sviluppi militari una dimensione che supera i confini yemeniti. Questo non significa che l’attacco di Shabwa abbia interrotto direttamente la navigazione, ma spiega l’attenzione regionale sulla zona.
Le forze governative hanno avviato in ottobre una campagna per riprendere aree controllate dagli Houthi, recuperando terreno vicino allo stretto. Nello stesso periodo il gruppo ha mantenuto la pressione su Taiz, uno dei principali centri urbani rimasti alle forze anti-Houthi negli altopiani meridionali. L’episodio si inserisce quindi in operazioni già in corso.
Il conflitto yemenita iniziò nel 2014, quando gli Houthi conquistarono la capitale Sanaa e spinsero il governo verso sud. L’intervento militare della coalizione saudita cominciò l’anno successivo. Una tregua raggiunta nel 2022 aveva ridotto la guerra aperta, senza però produrre una soluzione politica definitiva né eliminare le linee del fronte.
Le tensioni regionali hanno nuovamente reso lo Yemen un teatro collegato al confronto più ampio fra Iran, Israele e Stati Uniti. Gli Houthi hanno intensificato anche gli attacchi contro obiettivi sauditi. Ogni attribuzione resta comunque riferita al singolo episodio: le responsabilità del raid di Shabwa devono essere documentate con elementi verificabili.
Per le famiglie delle vittime e per la popolazione locale il problema immediato riguarda assistenza sanitaria, sicurezza e accesso alle aree colpite. Lo Yemen affronta già una delle crisi umanitarie più gravi al mondo. Nuovi combattimenti possono interrompere servizi, spostare civili e rendere più difficili consegne di cibo, medicine e carburante.
Il bilancio potrebbe cambiare, perché le prime informazioni arrivano mentre i feriti vengono curati e le autorità raccolgono dati. Reuters ha citato fonti informate ma anonime; l’assenza di un resoconto ufficiale dettagliato impone cautela sul numero finale, sulla tipologia dei missili e sull’identità individuale delle persone coinvolte.
I prossimi elementi da verificare sono una dichiarazione delle autorità di Shabwa, l’eventuale rivendicazione Houthi e un aggiornamento degli ospedali. Fino ad allora il dato più solido è circoscritto: un campo governativo è stato colpito durante un’esercitazione e più fonti indicano almeno 18 morti, in un conflitto tornato ad accelerare.
